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Gli antichi tratturi, tra Puglia e Abruzzo

Scritto da LDN - 100viaggi • Lunedì, 18 gennaio 2010 • Categoria: Italia


C’è una autostrada verde che unisce i parchi nazionali e regionali d’Abruzzo: il sistema dei tratturi.

Per mille anni lungo questi ampi sentieri incastonati fra le montagne ed il mare, i pastori hanno condotto il bestiame verso il Tavoliere delle Puglie nei lunghi mesi del rigido inverno abruzzese, plasmando in maniera indelebile la tradizione, la cultura, persino la cucina dell’Appennino.

Il percorso dei tratturi, in parte ancora percorribili e che stanno conoscendo una nuova primavera con mountain bike e cavalli, unisce i parchi storici e quelli che stanno vedendo la luce in questi mesi.

Lungo la costa della Frentania, dove nascerà il Parco nazionale della Costa teatina, passava infatti l’antico Regio tratturo L’Aquila-Foggia, un percorso incantevole fra gli altipiani e le valli d’Abruzzo.

Partendo dal capoluogo di regione, la grande autostrada verde percorreva la valle del fiume Aterno-Pescara, per poi risalire verso l’altopiano di Barisciano inoltrandosi nel territorio del Parco del Gran Sasso lungo l’antica Via Claudia Nova, raggiungendo il sito archeologico di Peltuinum.


Il percorso attraversa anche la piana di Capestrano, supera il valico di Forca di Penne (918 metri sul livello del mare) per riscendere verso le colline del Chietino e dunque il mare.

Lungo il percorso ancora oggi si osservano numerose chiese tratturali, luoghi che nel corso dei secoli hanno assunto la funzione di riparo per i pastori: chiese di montagna, messe su con l’impegno delle popolazioni locali e con i pochi mezzi a disposizione, ma che oggi assumono il valore di veri e propri gioielli dell’arte d’alta quota.

Il Regio tratturo L’Aquila-Foggia è il più lungo dell’Italia meridionale e il più noto, ma non è l’unico.

Lungo le antiche strade dei sanniti, il popolo italico che più di tutti ha influenzato l’Abruzzo pre-romano, è sorto il secondo tratturo d’Abruzzo, quello che univa la Val di Sangro a Foggia, attraversando il Molise interno.


Da Pescasseroli, «capitale» del Parco nazionale d’Abruzzo, partono infine i 211 chilometri del Regio tratturo Pescasseroli-Candela, che vanta una larghezza media di sessanta metri in buona parte percorribili.
Vincolato della Sovrintendenza ai Beni Archeologici, sta sviluppando un nuovo turismo sostenibile, anche in questo caso vissuto per lo più su due ruote o in sella. Attraverso il Molise, questo tratturo percorre anche una parte della Campania, per poi finire nella Capitanata pugliese.


Tratto da ENIT Italia

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  1. D’Annunzio descriveva i Trabocchi nel suo Trionfo della Morte come antiche macchine da pesca che sembrano avere vita propria. Superstiti di una cultura legata alla pesca familiare, spesso principale fonte di sostentamento, i trabocchi che si trovano sulla

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