Le grotte di Postumia in Slovenia
Scritto da LDN - 100viaggi • Lunedì, 7 giugno 2010 • Categoria: SloveniaLe Grotte di Postumia (Postojna) in Slovenia sono una delle destinazioni imperdibili da visitare assolutamente per chi cerca luoghi limitrofi all'Italia.
Sebbene nel nostro paese non manchino grotte spettacolari da visitare, quelle di Postumia sono tra le più noti al mondo.

Foto di dokiai
Quelle di Postumia si sviluppano in un intrecciarsi di 20 chilometri di gallerie e sale con concrezioni calcaree davvero spettacolari e meravigliose.
In 188 anni sono state visitate da più di 31 milioni di visitatori, accompagnati da guide esperte. Si tratta della più grande cavità del Carso classico e allo stesso tempo anche la più visitata grotta turistica d’Europa.

Foto di Iversonic
Già nel 1872 le grotte furono dotate di binari per far correre un trenino e accompagnare agevolmente i visitatori nelle stanze più belle e già nel 1884 illuminazione diventò elettrica.
Così oggi le grotte si visitano, nella parte iniziale, con un trenino elettrico e grazie all’illuminazione elettrica potrete ammirare la grandezza e la grandiosità del mondo sotterraneo, dove la storia geologica si legge in una chiave diversa.
Allo sguardo del visitatore nelle Grotte di Postumia si offre una straordinaria ricchezza di concrezioni calcaree, di sedimenti di calcite, stalagmiti e stalattiti di varia forma, colore e età. La temperatura stabile nelle grotte è tra gli 8 e 10 o C. La visita guidata dura un’ora e mezzo.
L'esplorazione sotterranea comincia attraverso il trenino per giungere presto nella Sala dei Concerti, la bellissima Sala bianca e la scintillante stalagmite detta Brillante.
Sono degni di visita anche l'Abisso della Pivka e la Grotta Nera (Crna jama).

Foto di Andrei
Dimofte
Gran parte della fauna delle Grotte di Postumia che abitava le grotte è rimasta a lungo sconosciuta, eccetto il Proteus anguinus che era storicamente oggetto di superstizioni. È da ricordare l'importanza di questo animale la cui esistenza è limitata nella regione carsica.
Luka Cec nel 1831 scoprì un coleottero, Leptodirus hochenwartii. Questa scoperta incoraggiò l'esplorazione della fauna cavernicola e il primo che si dedicò a un'accurata ricerca fu Ferdinand Schmidt che diede al coleottero summenzionato il nome di "drobnovratnik" che, tradotto pressappoco in italiano significa "collominuto".

Foto di khavez
Scoprì anche il collembolo cavernicolo, lo pseudoscorpione e il crostaceo anfipode. Mentre il primo ragno trovato nelle grotte fu descritto dal naturalista danese J. C. Schiödte. Nel tempo le ricerche hanno individuato la bellezza di 84 specie, di cui 36 terrestri e 48 acquatiche.
Gran parte delle specie si è ritirata dalle grotte visitate dai turisti, andandosi così a rifugiare in quelle parte non aperte alle grandi masse.
Link: turizem-kras.si



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