Viaggiare: lo spazio di una vacanza

Prossima meta il Congo, per degli "incontri ravvicinati di un certo tipo"...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Venerdì, 6 maggio 2011 • Categoria: Congo


Ci troviamo, nuovamente, nel grandioso continente africano, questa volta in Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), vasto Stato dell’Africa Centrale. Il bacino congolese si presenta come un'enorme conca dominata dal fiume omonimo e contornata da altipiani che, nella zona dei laghi, raggiungono importanti altitudini. Degno di nota il gruppo vulcanico del Virunga (4.517 m) mentre, di parchi nazionali vi è solo l'imbarazzo della scelta ...

Il Parco dei Vulcani, Il Parco Nazionale di Kahuzi-Biega, quello di Kundelungu nel Katanga, con al suo interno le cascate Lofoï, le più belle dell'Africa, il Parco di Rwindi ...Tra flora, fauna ed infiniti paesaggi, la natura offre uno spettacolo fantastico di colori ...

"La sveglia è puntata alle cinque, ma sicuramente non suonerà; sono le quattro e mezzo e sono già sveglio. L’eccitazione non mi permette di riprendere sonno e il mio cuore pompa già una miscela di sangue e adrenalina. Questo giorno lo aspettavo da tempo, me lo sono immaginato tante volte, con la mente l’ho già vissuto più e più volte e l’essere qui mi sembra tutto sommato ancora incredibile..."

E' l'inizio del resoconto di viaggio di Christian Roveda ... mi sono emozionata profondamente nel leggerlo e vorrei condividere i frammenti più salienti con voi, il testo integrale di questa sua insolita ed adrenalitica avventura lo trovate sul suo blog.

"Il luogo è Kisoro, l’obiettivo sono i Gorilla di Montagna. Ci sono cose su cui uno fantastica per anni e quando riesce a raggiungerle rimane stupito.

L’ultima mezz’ora prima della sveglia la passo ripensando agli scatti da realizzare, primi piani, i particolari di mani e piedi, l’interazione tra i gorilla e qualche ampia visuale da grandangolo per immergersi nella scena, senza dimenticare di smettere di fotografare e vivere il momento, ho solo un’ora, probabilmente unica e irripetibile e non posso sprecarla interamente a fotografare.

Da tempo ho imparato che in alcuni casi bisogna mettere da parte la macchina fotografica e godersi certe esperienze ...

Un soldato armato si avvicina con i nostri passaporti, ce li distribuisce e dice che sarà lui l’incaricato di farci da scorta armata per il nostro tragitto in Congo.

In effetti, la situazione non è delle più tranquille, l’esercito ugandese è riuscito a scacciare i ribelli dal loro territorio che si sono rifugiati in Congo, portando scompiglio nei territori di confine e tra la gente comune ...

S forma il convoglio con scorta dell’esercito che ci porterà sul luogo dove partirà il nostro trekking per poter andare a vedere i gorilla di montagna. Scordatevi le strade asfaltate, nell’Africa centrale molto difficilmente se ne incontrano ed infatti non è il nostro caso ...

All’improvviso i nostri mezzi si fermano e l’autista ci fa scendere: siamo arrivati. Un guardia parco ci accoglie e inizia a farci un briefing su quello che ci accadrà oggi, su come comportarci, su cosa fare e soprattutto non fare.

Le regole principali sono:

  • stare ad almeno sette metri dai gorilla;
  • non fissarli intensamente negli occhi, lo ritengono un gesto di sfida, e nessuno   sano di mente sfiderebbe un gorilla …;
  • ricordarsi che in ogni caso sono animali selvatici e perciò imprevedibili e pericolosi;
  • non mangiare, bere o fumare durante l’incontro;
  • evitare di parlare ad alta voce;
  • indossare la mascherina che ci sarà fornita per evitare di passare malattie ai primati.

I gorilla di montagna sono solo 700 al mondo, sparsi tra Uganda, Rwanda e Congo.



E così zaino in spalla partiamo per questa avventura. Il primo tratto del cammino è tutto sommato tranquillo, quasi una scampagnata domenicale...

La marcia prosegue silenziosa, tranne qualche battuta, tutti siamo immersi nei nostri pensieri e più passa il tempo più ci carichiamo di adrenalina e impazienza...  fino ad arrivare ai confini della foresta, qui incontriamo i battitori, sono due guardia parchi che vivono 24 ore su 24 a contatto coi gorilla, li seguono in ogni loro spostamento per difendere questi splendidi primati dai bracconieri o i ribelli che gli danno la caccia.

L’incontro con i battitori può significare solo una cosa: i gorilla sono in zona ed è il preludio del nostro avvistamento.

Ci inoltriamo nel folto della foresta, seguendo i battitori, adesso il percorso diventa quasi impossibile da affrontare, la vegetazione è intricatissima, in alcuni passaggi bisogna letteralmente strisciare sotto i cespugli, in altri l’unico modo è aprirsi la strada con i machete ... 


I minuti passano ma ormai sembrano ore ... Ci fermiamo. La guida ci osserva. Apre la bocca e dice solo due parole, ma sono quelle più attese, quelle per cui abbiamo lasciato l’Italia e ci ritroviamo ora nel centro del continente nero, quelle per cui ci siamo sobbarcati migliaia di km in jeep su piste sterrate, quelle per cui abbiamo affrontato scomodità di ogni genere: “SIAMO ARRIVATI”. Quando siamo tutti pronti, fa partire il cronometro e ci dice “avete un’ora”.

Aggiriamo l’ultimo cespuglio e li vediamo lì, pacifici intenti a riposare... Mi sarei aspettato che mi dessero una sensazione di potenza, di forza bruta, e invece così distesi a riposare la sensazione è quella di calma e tranquillità e quindi di netto stupore per le emozioni antitetiche a quelle immaginate.

Per una decina di minuti rimaniamo a osservarli nei più piccoli particolari e anche se siamo nel folto della foresta, riusciamo a distinguerli abbastanza agevolmente.


Ma man mano, il gruppo si risveglia e si mette in attività, comincia a mangiare le foglie e le radici, e di poco alla volta si sposta e noi lo seguiamo tenendoci a distanza di sicurezza. Fotografare è ai limiti dell’impossibile, nessuna inquadratura pulita, il buio che costringe ad alzare gli iso per tenere i tempi di sicurezza che con il 300 mm devono essere in ogni caso abbastanza veloci, ma questo non è un problema essere lì in quel momento è una delle cose più belle che abbia fatto nella mia vita.

I rangers emettono degli strani rumori con la bocca che ci spiegano a bassa voce, servono per calmare gli animali, anche se a vederli non sembrano per niente disturbati dalla nostra visita, mi immagino di essere per loro come il cugino d’America

Quando però il silver back si alza e s’incammina alla nostra sinistra, fermandosi sul sentiero, e un maschio giovane, ma dalle dimensioni notevoli, s’incammina proprio nella nostra direzione, vedo la faccia del ranger incupirsi.

Un rapido colpo d’occhio e mi accorgo che ci siamo infilati in un cul de sac: alla nostra sinistra il silver back, a destra un albero, e dietro di noi una vegetazione impenetrabile, mentre il maschio si dirige nella nostra direzione. 

Con qualche verso gutturale il ranger cerca di calmarlo, ma non c’è niente da fare, a passo spedito si avvicina sempre più, il ranger abbraccia me e la ragazza vicina a me e ci schiaccia letteralmente contro un albero. Il quadrumane si avvicina e ci passo a fianco, non più di trenta centimetri ci separano da lui.

Il mio cuore smette di battere, il sangue blocca il suo circolo nelle vene, chiudo gli occhi, sento solo il rumore di arbusti spezzati e un odore acre. Poi più niente. Sento allentarsi la presa, mi guardo intorno, il pericolo è passato, il cuore riprende a battere, all’ impazzata questa volta, il sangue si rimette in moto e va a riempire quelle vene che ne erano rimaste sprovviste.

È durato trenta secondi, ma quel momento non lo dimenticherò mai...

... Mi sento toccare la spalla e l’idillio si rompe... Un ultimo sguardo a quegli splendidi animali che lottano contro l’estinzione, s’inoltrano fra la vegetazione e questa volta non li seguo, ma i miei occhi non si staccano da loro fino a che ormai non sono scomparsi...

Ripercorriamo i nostri passi per tornare ai mezzi fuoristrada ... tutta l’adrenalina che avevo accumulato nei giorni di avvicinamento è improvvisamente scomparsa, e negli ultimi chilometri, le mie gambe diventano come macigni. Avanzo a fatica e mi devo fermare un paio di volte a riprendere fiato...

Domani il nostro viaggio proseguirà verso altre mete, ma quello vissuto in questa giornata rimarrà impresso indelebilmente in ognuno di noi".

Grazie ancora Christian per avermi permesso di condividere una piccola fetta delle tue emozioni!

:-D

Foto e Blog di Christian Roveda:Flickr ; www.christianroveda.it;

Il diario di viaggio e le foto qui pubblicate sono di esclusiva proprietà di Christian Roveda.

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