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Ritrovamento di centinaia di corpi e di una necropoli a Roccapelago in Emilia Romagna

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 26 luglio 2011 • Categoria: Italia


 

E' un ritrovamento sorprendente  e fornirà nuovi ed inediti materiali alla comunità scientifica: è l'importante scoperta avvenuta nella chiesa di Roccapelago in Emilia Romagna, nel comune di Pievepelago, nell'alto Appennino modenese.

Grazie agli scavi archeologici avvenuti tra dicembre 2010 e marzo 2011 - condotti sotto la direzione della Soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia Romagna e del dottor Donato Labate - a venire alla luce, dopo secoli di oblio, una vera e propria necropoli di 500 anni fa: oltre trecento corpi, di cui un centinaio mummificati appartenuti sicuramente agli abitanti della zona.

Si tratta di corpi di adulti e bambini, morti tra il XVI ed il XVIII secolo. Erano tutti vestiti con tuniche, calze e cappucci. La pelle, i tendini e i capelli ben conservati, le mani, giunte in preghiera.  

I sudari ed il vestiario quasi intatti, le medagliette religiose, gli anelli, i semplici bracciali, nonché i resti vegetali e animali ritrovati, forniranno una fotografia dettagliata della vita contadina di quegli anni, con le sue abitudini e le sue usanze, con le sue tradizioni e credenze, che andranno a completare la storia di Roccapelago fino ad ora conosciuta.

L’eccezionalità del ritrovamento è da ricercarsi comunque nella mummificazione dei corpi, un processo che ha avuto luogo grazie alle particolari condizioni ambientali che li ha accolti: scarsa umidità ed intensa areazione, grazie alle due feritoie aperte sull’esterno presenti nell’ambiente sotterraneo.


La valorizzazione di questo straordinario rinvenimento si avvarrà anche delle più moderne tecnologie digitali a cominciare dalla ricostruzione 3D delle sepolture più significative e dalla creazione virtuale di interventi di restauro e modelli di mummie.

Perchè tutti assieme quei corpi? Sarebbe da escludersi un'epidemia o una guerra. Forse, per due secoli, quello è stato un luogo di sepoltura per l'intera area appenninica.

La chiesa di Roccapelago, fu costruita alla fine del Cinquecento sfruttando come fondamenta l’ultimo piano dell’antico fortilizio militare.

A partire da quella data e per alcuni secoli, il pavimento della chiesa assunse anche funzione cimiteriale, accogliendo diversi ossari e tombe, per lo più collettive.

È in questo contesto che si spiega il ritrovamento dei corpi mummificati, la cui particolarità sta nell’elevato numero e soprattutto nella notevole somiglianza dei corredi funebri dei morti, molto semplici ma ripetitivi.

Assolutamente singolare il ritrovamento di una rara lettera componenda o di "Rivelazione", una sorta di accordo con Dio che, portata sempre addosso, garantiva protezione e grazie in cambio di preghiere.

Fonti: Il Fatto StoricoRoccapelago.it; Antikitera.net;

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