Viaggiare: lo spazio di una vacanza

A Cuba? Ma quale cambio? Sembrerebbe solo una chimera ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Lunedì, 18 luglio 2011 • Categoria: Cuba


Vi vorrei sottoporre un quesito, aprendo con quest'articolo un sondaggio. Mi aspetto delle risposte, ve ne sarei grata ...

Questo non è un post dedicato ad una qualsiasi destinazione da scegliere come turista ... andiamo oltre ...

Se voleste cambiare vita completamente, fuggire dall'Italia,  quale sarebbe il Paese prescelto

Mi piacerebbe, se, chi passasse di qua, lasciasse un proprio contributo o idea ...

Ovviamente, prima di dare a voi stessi  una risposta, prima di intraprendere un simile passo, si pondera, si osserva, si va in perlustrazione ... e se già avessimo un'idea ed un'aspettativa, grazie a quello che viene pubblicizzato in tv o sul web? E se questa risultasse insoddisfacente???

Rimango allibita, delusa, basita, sulle notizie inesatte che girano per quanto riguarda Cuba, ad esempio, sul cambio che, al contrario di ciò che si dice, è ASSENTE, INESISTENTE!

Perchè pubblicizzare un cambio? Perchè? Se ancora, politicamente e nella vita di ogni giorno,  non si muove una foglia  in questa magnifica isola caraibica?

Vi riporto, molto volentieri alcuni scorci della recente testimonianza di un amico, Rob Ferranti, che sta traendo da solo le sue conclusioni. Valutate voi!

Ci vuole ben poco per captare dietro la crisi, (che, senza ipocrisie, è tuttora all'apice),  l'immobilità a cui si assiste a Cuba come yuma e come cubano!    

Sono tornato da Cuba da una settimana, dopo aver trascorso un mese e mezzo tra Guantanamo, Guardalavaca e l'Havana.

Il mio viaggio non era pianificato come una vacanza, , ma per sondare e valutare l'eventuale possibilità di intraprendere un'attività commerciale sull'isola, dopo le recenti aperture per il lavoro in proprio che sono state concesse dal governo cubano.

L'idea di trasferirmi a Cuba per vivere con la mia famiglia era nell'aria da qualche mese. La mia voglia di cambiare vita, stanco del modo di vivere in Italia, della crisi che quì è sempre più grave e dalla convinzione che il modello occidentale è ormai alla deriva, sono partito con la mia famiglia per valutare quanto le aperture economiche a Cuba fossere reali o meno.

Appena arrivato a Guantanamo, città natale di mia moglie, la percezione è stata quella di un totale immobilismo. Niente di quello di cui si parla all'estero è reale!


Per meglio dire, le nuove possibilità di lavoro in proprio esistono, ma sono pochissime quelli che le stanno utilizzando. Solo alcune bancarelle improvvisate nel patio di alcune case che vendono robetta da mercatino dei poveri, qualche jeans e maglietta e cinciscalie varie.

Ma l'assurdità evidente è il fatto che è sì legale vendere capi di abbigliamento, ma è illegale importare quegli stessi capi in quantità per poterli distribuire ai negozietti o mercatini locali.

Questa era una delle mie idee per creare un'atttività commerciale a Cuba: importare dall'Italia abbigliamento e calzature per rivenderli all'ingrosso a distributori locali. Impossibile! Non esiste una legge che permetta di importare questa merce legalmente, chi lo fa illegalmente rischia che la merce venga sequestrata dalla dogana all'arrivo in aeroporto!

Le altre attività che al momento si vedono concretizzare, ad oriente dell'isola, sono i trasporti privati, soprattutto mototaxi che scorrazzano per la città e che sono diventati il mezzo di trasporto più diffuso, le pizzerie locali, improvvisate sul patio delle case, così come la vendita di frullati o bibite.

Di ristoranti privati , le paladares, neanche l'ombra ... ed è ovvio, visto che non esiste la possibilità di acquistare cibi e bevande in magazzini all'ingrosso, ma bisogna rifornirsi nei supermercati, dove il costo è come quello che paga un comune cittadino.

Un esempio: una birra in un bar statale così come al supermercato costa 1 cuc, una paladar privata la paga la stessa cifra e se la rivende ad un costo maggiorato. E' ovvio che non avrebbe clienti disposti a pagarla di più! Lo stesso vale per cibi come la carne o per prodotti basici come il burro, la passata di pomodoro o l'olio, che nelle "tiendas" hanno un costo equivalente ai nostri supermercati. E' quindi evidente che per un cubano diventa inaccessibile andare a mangiare in una paladar privata.

Stesso discorso per i piccoli hotel, las casas particulares. L'imposta per la licenza da pagare allo Stato è ora di 160 cuc al mese, indipendentemente dal numero di clienti che si hanno. Considerando che i clienti per la maggioranza sono turisti e non così numerosi, se si aggiungono i costi della gestione, diventa impossibile poter mantenere l'attività.

All'Havana le cose non sono così differenti. Anche se nella capitale girano molti più soldi rispetto a oriente, anche di cubani facoltosi oltre che di un turismo più numeroso, sono moltissime le paladares e casas particulares che dopo pochi mesi dall'apertura sono state costrette a chiudere perchè improduttive.

Alla fine le mie idee di sviluppare una attività sull'isola sono per il momento irrealizzabili. Lo sviluppo di una economia interna, di cui tanto si parla in televisione e che sembra essere una priorità per il governo cubano, al momento è una mera illusione, tanto lenta quanto improbabile.

Non resta per adesso rimandare un mio trasferimento, in attesa che si concretizzi qualcosa di più certo ed affidabile.

Ripartirò per Cuba entro la fine del mese, cercherò ancora di trovare una possibilità per iniziare a sviluppare qualcosa, mantenendo però la residenza qui in Italia, aspettando e sperando che il  CAMBIO diventi reale e definitivo, e non solo una mossa propagandistica per l'opinione pubblica internazionale.

Ti ringrazio, Roberto, per la tua testimonianza, questo deve servire a non crearsi illusioni per le false notizie riportate, continuando a combattere per ottenere quella libertà che il popolo cubano ha tutto il diritto di conquistarsi

Link: La Isla Grande di Rob Ferranti

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  1. Forse è meglio così, almeno a Cuba si sono risparmiati di vedere il negozietto per cubani arricchiti dal malaffare che avevi in mente. Sai quanti speculatori come te aspettano le fantomatiche libertà e il cambiamento... Se ti posso dare un consiglio sincero, se proprio vuoi cambiare, resta in Italia e cerca di migliorare il nostro paese invece di scappare come un Fracchia qualunque. Hasta luego companera
  2. Scusa ma di quale malaffare parli? Ma scherzi? Qui si tratta di farsi uno zainetto ed andare altrove, vivendo semplicemente e dignitosamente, è questa la mia idea!
  3. concordo la tua risposta francesca e grazie a queste risposte da patriotta italiano come questo convinto di risanare l italia ci deve morire nella sua italia con i suoi politici che avra' anche votato io vado a cuba e mi faccio un allevamento di bestiame e me ne sto nel mezzo della natura invece di invecchiare con la pensione italiana e mangiare pane e cipolla buona pero' me la coltivo io a cuba besito fra
  4. Caro Francesco, mi dispiace che male interpretino le mie parole: forse il caro lettore di cui sopra non ha letto bene il mio articolo e cosa volevo intendere. Premesso che viviamo in Italia, il paese dove sono nata e per cui darei la vita ... il mio era un semplice sondaggio. Se dovessi decidere di andartene dove vorresti vivere? Io ho preso l'esempio di Cuba, primo perché ho un marito cubano, secondo perché non mi sembra giusto che si diano delle notizie non vere ed ho voluto inserire delle riflessioni recenti di un amico, proprio riguardo a Cuba. Questo sarebbe un blog di nano publishing, in cui si dovrebbero dare delle informazioni sintetiche su eventuali posti da visitare nel nostro mondo, ma a me piace, ogni tanto, approfondire certi argomenti, stuzzicando il lettore ed invogliandolo ad intervenire. Io per adesso non mi muovo dall'Italia e neanche lo voglio, personalmente il paese che sceglierei, se dovessi decidere di andarmene da qui, sarebbe l'Africa, l'Africa Nera e non per speculare ... La politica è una nota dolente, neanche ci entro troppo dentro, in questo contesto, ovviamente. Tutti quanti auspichiamo ad un cambiamento reale, ma fino a quando non si ritorna ai veri valori della politica, che spingano ad un reale cambiamento, non c'è sinistra,destra e centro che regga, occorrono spinte motivate!
  5. Premessa:ogni punto di vista è valido...
    Cuba,paesello difficile ma che presenta proprio pr questo margini enormi di gratificazione sociale ed economica pr quelli bravi,pkè dove è difficile in pochi si confrontano,detto qsto l'isoletta socialista caraibica tende a tutelare i diritti dei residenti che contribuiscono allo sviluppo almeno cn le leggi pkè poi di fatto le persone che gestiscono le stesse ,sotto forma di burocratiche formalità sn ben poco virtuosi, come qua...
    Ma pur avendo fatto la medesimo percorso dl sig.Ferrati, sono dell'opinione contraria!!! Cuba effettivamente può essere un posto dove si può vivere in modo differente che qui in Italia e concordo cn lui che li nn può viverci come vorrebbe vivere qui.
    Sapere cosa si desidera può aiutare a trovarlo,si può restringere il campo,se no si rischia di passare il proprio tempo solo alla ricerca...
    Meditare gente meditare

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