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Spariti nel nulla più di 3.000 profughi e rifugiati eritrei in mano ai trafficanti di organi ... fermiamo lo scempio!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Domenica, 8 aprile 2012 • Categoria: Eritrea


Quando si può si parte ... qualunque destinazione, a nostro gusto, accessibile alle nostre tasche ... ma ogni paese può essere catalizzatore di diverse piaghe ... 


Nell’indifferenza della maggior parte dei media, da oltre un anno tra Sudan, Eritrea ed Egitto, si consuma il calvario di centinaia di uomini e donne: sono profughi e rifugiati, per la maggior parte Eritrei, che scappano dal loro paese alla ricerca di un futuro migliore, ma che finiscono per diventare merce di scambio tra militari, predoni e trafficanti di esseri umani. Ad occuparsi della loro sorte ora interviene anche l’ONU.

Don Mussie Zerai è un sacerdote eritreo, Presidente dell’associazione Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo, tra i primi a denunciare lo spietato crimine che avviene sulla pelle dei profughi.

Intervistato da Radio Vaticana il sacerdote ha riportato: “si sta consumando veramente una strage: non solo ci sono rapimenti, ma anche la sofferenza di queste persone rapite, perché abbiamo dimostrato che c’è il vergognoso traffico di organi umani: spesso la gente viene fatta a pezzi per essere venduta.

Dalle statistiche e nelle ricerche che abbiamo fatto tra il 2009 e il 2011 risulta che sono sparite nel nulla più di tremila persone. I rapitori chiedono fino a trentamila o quarantamila dollari a persona per il rilascio, in caso contrario si vendono i loro organi”.


Il 12 gennaio scorso – a quanto riporta il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), "Avvenire” – anche l’Alto Commissario ONU per i rifugiati, dr. Antonio Guterres, ha confermato queste notizie agghiaccianti, sostenendo che la tratta di esseri umani ha inizio proprio nel campo profughi dell’ONU a Shagarab, a 100 km dal confine con l’Eritrea, dove giungono in media 2.000 profughi eritrei al mese, in fuga per scampare al servizio militare a vita imposto nel paese.

Secondo lo stesso Guterres sparizioni e rapimenti sono avvenimenti quotidiani all’interno del campo, data la grande quantità di persone che vi risiede e l’estrema mobilità. Secondo stime ONU riportate dal quotidiano, la maggior parte dei nuovi arrivati lascia i campi entro i primi due mesi, per cercare opportunità economiche a Khartum, in Egitto o in Israele. Finendo però vittime della rete dei trafficanti.

Attualmente diversi indizi fanno ritenere che un simile “business” coinvolga diversi attori: militari di frontiera tra i vari paesi e tribù locali di beduini e predoni.

Ciò che sconcerta maggiormente, tuttavia, rimane l’impunità con cui questi crimini continuano ad avvenire. Sostiene don Zerai: “abbiamo assistito negli ultimi giorni, ad altri rapimenti di turisti americani e ad un blitz per la librazione; così è stato per i lavoratori cinesi rapiti nel nord del Sinai e in seguito rilasciati a causa di un intervento militare in Egitto”. E per i profughi eritrei?

  09/02/2012 Ans -Agenzia Info Salesiana

Ho voluto pubblicare integralmente il testo ripreso da Ans -Agenzia Info Salesiana, per sensibilizzare riguardo ad una tragedia in corso, di cui l'opinione pubblica è poco a conoscenza. Fermiamo lo scempio ..., denunciamolo e cerchiamo di trovare delle soluzioni !

Particolari ringraziamenti a Luisa Casagrande da cui ho preso lo spunto per questo post.

Links: Ans -Agenzia Info Salesiana ;comunic.lab.it

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  1. Hum, trovata info via ONU. Si commettono talmente tante atrocità che vorremmo cambiare pianeta, a difetto di riuscire a cambiarlo.
  2. Sono tantissime le atrocità in questa terra, ma se non si rende partecipe l'opinione pubblica , rimangono dei delitti impuniti e quindi... non è giusto! Tocca denunciare!
  3. "Don" Zerai e' totalmente privo di ogni credenziale per presentarsi come tale. Questa asserzione e' stata ripetutamente asserita e pubblicata da fonti diplomatiche dell'ambasciata eritrea in Italia, mentre ormai l'o.n.u. ha dimostrato piu' volte la propria incapacita' a svolgere il ruolo che gli compete.
    L'unica speranza sarebbe stata quella dell'E.U., ma ai banchieri (che la comandano), la situazione non interessa. Per ora, interessa solo ai cinesi, i quali stanno invadendo tutto il continente avendo scoperto quanto sia ricco.

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