Viaggiare: lo spazio di una vacanza

Scorci su Roma, la capitale der "nasone"!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Mercoledì, 6 gennaio 2010 • Categoria: Italia


San Pietro dallo spioncino del portone di Villa di Malta all'Aventino
Sono romana ed amo la mia città, anche se negli ultimi anni è diventata invivibile ed è lo specchio di un sistema che proprio non va: il traffico, l'inquinamento, la lenta burocrazia ... Questa è la storia di oggi e del recente passato ... aggiungerei ... da dimenticare! E che non ci rende di certo orgogliosi di essere romani!

La storia dei tempi antichi è, invece,  tutt'altra cosa! Si legge in  ogni  pagina scolpita tra le tante opere, mura ed in ogni suo recondito angoletto. Si respira in ogni piazza, piccola o grande del centro!

E' la mia città e da sempre "m'ha rubbato er core" ... io, ad esempio, sono innamorata della via Ardeatina e dell'Appia Antica, due delle numerose vie che conducono al cuore di Roma... Roma è un tesoro di valore inestimabile ed anche per un romano c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire!

Per chi viene per la prima volta a Roma ed ha pochi giorni a disposizione non è facile scegliere cosa vedere e visitare! Ovviamente la priorità è per i monumenti più famosi ...

Ma non mi sottrarrei alle passeggiate per i vicoli di Trastevere e di Testaccio,  in una tiepida mattina di primavera o nelle famose ottobrate romane, respirando la città in tutta la sua essenza...

Per non parlare del verde di Roma: tra le numerose Ville, grandissima Villa Borghese, particolare Villa Ada o Villa Glori, stupenda Villa Pamphili ...

E le grattachecche (prelibate granite nostrane)  da assaporare lungo gli scorci del Tevere, Isola Tiberina inclusa, negli afosi ed irrespirabili pomeriggi d'estate.

Roma ed i suoi 7 colli, tra cui spicca l'Aventino, con il suo splendido giardino delle Rose, praticamente di fronte al Circo Massimo ed il giardino degli Aranci (Parco Savello) con a pochi metri il portone della  Villa di Malta dal cui spioncino  si può ammirare tra un filare di siepi San Pietro sullo sfondo!



Ma forse la cosa che vado a ricercare di più l'estate quando fa caldo è il refrigerio dei nostri "nasoni", così li chiamiamo orgogliosamente noi romani.Tra splendide fontane, terme ed il "biondo" Tevere (che ormai da secoli tanto biondo non è) i nasoni costituiscono, da oltre 100 anni, uno dei tratti caratteristici della Capitale.

Sono oltre 2.500 queste fontanelle in ghisa con la bocchetta all'ingiù: nascono all'indomani della breccia di Porta Pia -a fine '800 - per rispondere all'esigenza di funzione di "pubblica utilità", dopo il ripristino della rete idrica romana andata in rovina nel lontano Medio Evo. I nasoni fanno parte della nostra storia, sono diventati gli oggetti più familiari e comuni dell'arredo urbano e romano. A mano a mano invadono i nuovi quartieri in costruzione e la scritta "Acqua Marcia" viene sostituita da altre scritte, tra cui  S.P.Q.R.

I nasoni non sono tutti uguali: uno dei più antichi, costituito da tre cannelle a forma di drago, si trova nella Piazza del Pantheon. Sono stati recentemente lodati dal New York Times nella rubrica " Globespotters".


Purtroppo, a ragione, c'è una polemica che dura da anni circa lo spreco dell'acqua dei nasoni e che tuttora non ha trovato una soluzione. Certo il fluire dell'acqua garantisce quella freschezza che in estate disseta piacevolmente, ma l'acqua è un bene prezioso per l'intera umanità e non si può sprecare così quindi ... non facciamoli sparire i nasoni, vestiamoli con un papillon (un rubinetto), così l'acqua viene utilizzata solo quando è necessario!

I tempi cambiano, le mode pure e noi romani ci abitueremo anche a questa nuova veste dei nasoni, sarà dura, ma ce la faremo!

ER NASONE

Stai ferma lì, chissà chi te cja' messo,
la faccia cor beccuccio a pennolone,
pe l'artri fontanella, sei "er Nasone",
dijelo ar cane, che te crede 'n cesso.

Hai dissetato 'n botto de persone,
sputato l'acqua, pure in eccesso,
tant'è che a ripensacce bene adesso,
"chi cacchio avrà pagato, Pantalone?!?"

Ma che tristezza, mo', a sapette chiusa, là, sola, su all'incrocio, in fonno ar viale,

manco er fioraio più, de te, se usa.

Prodiggio der progresso nazzionale,

t'hanno piombata, come 'na reclusa

pe' daje spazzio all'acqua minerale.


Questo e tant'altro, Roma è piena di sorprese, l'ideale sarebbe che sia un romano a farvi da Cicero, perchè magari qualche segretuccio in più lo riserva sempre per un amico in visita nella sua città ...!

:-)

Foto: Google immagini
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