A Rapa Nui convivono misteri irrisolti ed un ... elisir di lunga vita!
Scritto da Francesca Romana Alegi • Giovedì, 23 luglio 2009 • Commenti 2 • Categoria: Chile
I "Rongorongo", raffigurazioni scolpite sia all'interno delle grotte (considerate, in passato, luoghi di culto) sia sulle 22 tavolette di legno (ritrovate tra il 1722 ed il 1868) sembrerebbero contenere un altrettanto affascinante punto interrogativo. Si tratta di geroglifici riproducenti migliaia di simboli. Tali segni non sono stati ancora decifrati, ma è interessante sapere che in Pakistan, nell'antica città di Mohenjo-daro sono state ritrovate scritture pressochè identiche ai "Rongorongo"!
Altrettanto interessanti sono i petroglifici, immagini scolpite sulla roccia, rappresentanti l'uovo della fertilità e l'uomo uccello. Il Tapati, la gara che si svolge ogni anno nell'isola, ricalca gli antichi culti pasquensi che risalirebbero ad epoche anteriori al 1500 d.c.
Il rituale dell'uomo-uccello prevedeva l'elezione di un rappresentante per ogni clan: i giovani eletti dovevano gettarsi dalle scogliere del vulcano Orongo, nuotare un tratto di mare gelido, infestato da squali e pieno di pericolose correnti marine, raggiungere lo scoglio Motu Nui e trovare l'uovo sacro. A quel punto si ripercorreva il tragitto a ritroso, con l'uovo avvolto sopra la testa, e si consegnava intatto al capo clan che, da quel momento e per un anno intero, sarebbe divenuto il Re, il Manutara (l'uomo-uccello) di Rapa Nui.

La scrittura Rongorongo, il culto dell'uomo uccello, le cerimonie funebri, i ritrovamenti del muro pre-incaico e ... non solo, presentano elementi in comune con la civiltà egizia, celtica, araba e mediorientale.
Tali collegamenti hanno scatenato il proliferarsi delle più disparate teorie: molti studiosi sono convinti che, nell'evoluzione umana, sarebbe esistito un'apice tecnologico e scientifico 10.000 anni prima di Cristo e che, in seguito ad una catastrofe mondiale, i pochi superstiti avrebbero dovuto iniziare tutto da capo, trasponendo nel mito i ricordi del loro passato. Altrettanto interessante è la teoria dei ponti di terra emersa: interi continenti che con il tempo sarebbero sprofondati negli abissi. Questo spiegherebbe il patrimonio culturare e mitologico comune a molte civiltà.

C'è un posto a Rapanui dove viene rappresentato ciò che il suo antico popolo chiamava "l'ombelico del mondo": un grande sasso con attorno 4 piccole pietre simboleggianti i 4 punti cardinali. La pietra "magica", dotata di un forte magnetismo, fa impazzire tutti gli aghi delle bussole e, a detta della popolazione locale, sprigionerebbe una serie di energie positive ... ma non è tutto ...
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162 km quadrati nel bel mezzo dell'Oceano Pacifico isolata, lontana da terre abitate. Nonostante le sue modeste dimensioni Rapa Nui racchiude in sè affascinanti misteri. Il confine tra storia, leggenda e mito è veramente sottile ... le uniche testimonianze tramandate nel tempo sono state quelle delle tradizioni orali, perchè le popolazioni sopravvissute all'antica civiltà, per una serie di svariati motivi, ne hanno perso la memoria nel tempo.
La storia dell'Isola di Pasqua si è potuta "vagamente" ricostruire dalle tradizioni orali e dagli studi effettuati sui resti archeologici, le necropoli e le misteriose statue Moai. I colonizzatori polinesiani sarebbero approdati nell'isola tra l'800 ed il '900 d.c., trovandovi una natura estremamente rigogliosa.



