Viaggiare: lo spazio di una vacanza

Da Beppu a Yufuin, tra onsen, jigoku e ryokan giapponesi!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Mercoledì, 11 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Giappone

Torno nuovamente e volentieri a parlarvi del Giappone: ci troviamo a nord-est, in un'ampia e profonda baia della costa nord-orientale dell'isola di Kyushu, nella Prefettura di Oita.

Proprio in questa zona sorge la cittadina di Beppu, avvolta in una nuvola di fumo ... famosissima, del resto, per gli onsen, ossia stazioni termali collegate a sorgenti di acqua calda di origine vulcanica, la cui temperatura oscilla dai 37 ai 98°C!


Sono circa 3.000 le sorgenti calde, dalle svariate proprietà chimiche, in grado di attirare, ogni anno, più di 12 milioni di turisti.

Quello di Beppu è il più grande complesso termale del Giappone ed è il 2° al mondo dopo Yellowstone, nel Wyoming.

E' possibile apprezzare i benefici degli onsen in una delle tantissime vasche pubbliche e/o private, del resto i poteri straordinari sul corpo e sulla mente dei visitatori sembrerebbe leggendario!

Kamado Jigoku o "Milk Pond"

I principali siti geotermici di Beppu, ribbattezzati Jigoku, ossia inferni, sono 9

Vi lascio qui di seguito alcune belle foto scattate da un caro amico Andrea Giammaria, durante la visita ai Jigoku!

I "9 inferni" sono sorgenti di acqua geotermica che provengono dal sottosuolo (250/300 m) e che vanno a formare dei pozzi, ognuno dei quali presenta un differente colore e lo rende unico nella sua tipologia!

Oniishibozu Jigoku o "Mud pond"
E giusto per rendere l'idea... l'effetto delle acque, accompagnato dai vapori scaturiti dall'ebollizione, dipingono a Inferno Dantesco il paesaggio circostante!

Si passa così dalle luminose acque rosse di "chi-no-Ike Jigoku" o "pozzo di sangue" (profondo 200 m), alle "apparenti " acque fredde blu-cobalto (dalla temperatura di 98°) di "Umi Jigoku" o "pozzo dell'oceano", fino al potente getto di un geyser (caratterizzato da bollenti acque che spruzzano aria fino ad un'altezza di  20 m) di Tatsumaki Jigoku o "pozzo di ciclone".

Tra le tante escursioni organizzate quella degna di nota è la Jigoku Meguri, un tour alla scoperta di questi pozzi bollenti, tra fanghi e vapore acqueo.


"chi-no-Ike Jigoku" o "pozzo di sangue"


"Umi Jigoku"  o "pozzo dell'oceano"

(nel canestro della foto sotto ci cuociono le uova)




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Giappone: "Paddy Art", l'Arte delle Risaie nel villaggio di Inakadate.

Scritto da Francesca Romana Alegi • Venerdì, 30 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Giappone

Il Giappone è un buon punto di partenza per cominciare ad apprezzare questa parte di mondo tanto diversa dalla nostra ... i giapponesi sono molto cortesi e ... organizzazione, pulizia, educazione sono alla base dell'etica di  questo popolo veramente speciale!

Apriamo le porte all'Oriente ... i mesi autunnali giapponesi sono i migliori per un viaggio nel territorio nipponico, ...Tokio, Kyoto, Hiroshima, Beppu, sono solo alcune delle destinazioni da inserire nell'itinerario di viaggio: tra giardini zen, templi e/o santuari, onsen (sorgenti di acqua calda di origine vulcanica), trovando il tempo di concedersi almeno una notte in una ryokan, per entrare a contatto ed in simbiosi con l'atmosfera giapponese!

Ma certamente in questo viaggio sarei curiosa di visitare una piccola comunità rurale del Giappone settentrionale, Inakadate, dove dal 1993 è stata lanciata "l'Arte delle Risaie", meglio conosciuta come "Paddy Art".

L'originale idea è venuta ad un impiegato del municipio di Inakadate, Koichi Hanada, al fine di rilanciare il turismo. Qui, nel 1981, erano stati ritrovati resti archeologici di risaie risalenti a 2.000 anni fa. La comunità, tuttavia, attraversava un periodo difficile per via della diminuzione della popolazione, dei minori ricavi dell'agricoltura e del debito pubblico.

La "Paddy Art" o "L'Arte delle Risaie” consiste nel piantare delle varietà di riso diverse, in modo tale da formare parole o creare immagini.

Ad Inakadate le risaie fanno da tela e le piantine di riso ... fungono da vernice e pennello! Le opere sono visibili da una terrazza del municipio ed il visitatore deve lasciare una libera donazione.



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