Viaggiare: lo spazio di una vacanza

Zimbabwe selvaggio, un "cantuccio" africano meraviglioso!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Lunedì, 22 aprile 2013 • Commenti 1 • Categoria: Zimbabwe

Un paese con un fascino indescrivibile… 

Stretto tra Zambia, Mozambico, Sudafrica e Botswana, lo Zimbabwe (ex Rhodesia) non ha sbocchi al mare ed è attraversato dal fiume Zambesi che da vita alle spettacolari Cascate Vittoria.

Cascate Vittoria viste da National Geographic

Il clima è tipicamente tropicale con due stagioni distinte: quella secca da aprile a ottobre e l'altra piovosa tra novembre e marzo. Più del 10% della superficie è  occupata da 11 parchi nazionali, tra cui l’Hwange National Park,  il Matobo National Park, Mavuradonha e Mana Pools National Park.

Sono i paradisi selvaggi del paese africano, da scoprire anche in campeggio di notte, non dimentichiamo che i migliori servizi fotografici del National Geographic hanno per soggetto i paesaggi dello Zimbabwe.

Le famosissime Cascate Vittoria, la natura selvaggia ed incontaminata, ricca di flora e fauna, tra le più rinomate dell'Africa, per varietà e rarità delle specie protette, il centro dinamico di Harare ...

La storia e la cultura, le rovine medievali di Great Zimbabwe, il sito archeologico da cui prende il nome. Gli studi archeologici hanno dimostrato che Great Zimbabwe era un centro religioso e una capitale amministrativa di grande importanza.

Dzimba Dzembabwe, le case di pietra a forma di torri cilindriche, erano abitate da una società di 2.000 persone che parlavano lo Shona e che fra il XII e il XV secolo avevano accumulato ingenti ricchezze.
Il complesso archeologico si estende su 270 ettari e bisogna assolutamente dedicarvi una giornata per apprezzarne la vastità. 

Gli Ndebele e gli Shona sono le due etnie principali dello Zimbabwe, i primi, grazie al forte senso di identità sociale ed al valore attribuito ai legami di parentela, sono riusciti a mantenere le proprie tradizioni…

Ed a proposito di Ndebele…


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Dancalia in Etiopia: i colori di un piacevole inferno ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Sabato, 7 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Etiopia

C'è una zona del mondo costellata da vulcani attivi, come l'Ertà Ale ... si trova in Etiopia, nella Rift Valley!

in cima al vulcano Ertà Ale  


foto di Fidenzio Zerbini

Il territorio dellEtiopia è unico, con una superficie di 1.128.221 km quadrati, come la Francia e la Spagna messe assieme... la natura, qui, è incredibilmente straripante!

E' un tripudio di ambienti geologici, naturalistici, storici e microclimi innumerevoli, con un altopiano  diviso nel mezzo dalla famosa Rift Valley che a nord scende nella Depressione della Dancalia ed a sud forma molti laghi.

Un viaggio in Dancalia non è una normale vacanza, ma una vera e propria spedizione in uno dei deserti più estremi del pianeta, all'interno di una profonda depressione che raggiunge, nei punti più bassi, i 120 metri sotto il livello del mare.

Caratterizzata dalla presenza di alcuni vulcani attivi, nonchè da una immensa crosta composta da diversi tipi di sali spessa fino a 3.000 metri!

La Dancalia presenta delle temperature medie tra le più alte al mondo, offre paesaggi assolutamente unici ...

Il suo aspetto è quasi lunare con colori che rendono il deserto di sale completamente surreale.

L'intera area è formata da gas, vapore acqueo e sali minerali gialli che assumono, con l’evaporazione, anche il colore verde.

Una sorta di paradiso per gli occhi ...

Anche se negli ultimi anni i tours in Dancalia sono aumentati di popolarità, non bisogna dimenticare che un viaggio in questa regione necessita di una logistica impressionante, sia a causa dell'isolamento e sia a causa delle terribili condizioni ambientali, che richiedono anche un grande spirito di adattamento da parte del visitatore.

Si raccomanda, pertanto, di intraprendere un viaggio in Dancalia solo se fortemente motivati e se pronti ed abituati ad un certo genere di vacanze...



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Moto Raid nel Deserto Egiziano con Avventure nel Mondo ... on the road again!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Giovedì, 11 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Egitto

MOTO CLUB "AVVENTURE NEL MONDO"  ritorna, anche quest'anno,  nel deserto egiziano con moto a nolo ...  per tutti gli appassionati di motociclismo ecco i programmi di Viaggi nel Mondo, modificati ed arricchiti  rispetto all’anno scorso.

"Quest’anno sembra che l’Egitto resti il solo deserto disponibile per gli amanti del Sahara, essendo l'unico che, dopo tutti i problemi nel mondo arabo, e' ancora facilmente accessibile.

L'anno scorso i nostri partecipanti sono tutti ritornati affascinati dall'ambiente e dal deserto, forse il meno conosciuto di tutto il Sahara, eppure uno dei piu' belli in assoluto!

La serie di partenze  dal 14 ottobre 2011 a fine aprile 2012 saranno programmate sulla scia dell’esperienza della stagione 2010-11, risultata un gran bel successo! Tutti i partecipanti, infatti, sono rimasti affascinati dal deserto egiziano e dal Great Sand Sea.



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Un lembo di paradiso nelle isole di Capo Verde!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Mercoledì, 10 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Capo Verde

Ancora una volta in Africa, più precisamente  a 500 km dal Senegal, nell’Africa Occidentale, in un arcipelago composto da 10 isole di origine vulcanica e 5 isole minori Capo Verde!

Deserti e valli verdissime, spiagge bianche incontaminate, fanno di questa destinazione un vero e proprio lembo di paradiso!

Il mare, il sole, il clima secco e caldo ma soprattutto la tranquillità  renderanno la nostra vacanza memorabile.

E’ una delle mete preferite durante i nostri inverni, anche se i mesi migliori sembrerebbero essere aprile e maggio, mesi in cui vi sono scarse precipitazioni e la temperatura si aggira attorno ai 26°.

Isola di Sal



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Il Senegal è Teranga ... ma anche oasi verde ed incontaminata, in nome dell'ecoturismo e del turismo responsabile!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Lunedì, 8 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Senegal

www.terangatour.com


Teranga non si traduce con la semplice parola "ospitalità", ma esprime molto, ma molto di più! Accoglienza, rispetto, attenzione, gentilezza, allegria ed il piacere di ricevere un ospite nella propria casa!

In Senegal lo straniero accolto in casa è coccolato e vezzeggiato, per lui vengono cucinati i piatti migliori, con gli ingredienti più ricercati ...  

Questo splendido angolo d'Africa occidentale è una terra ricca di bellezze naturali, con storia, tradizioni e popoli capaci di suscitare emozioni intense! Offre, inoltre, occasioni di viaggi responsabili, per tutti i gusti!

Il  turismo responsabile significa, più che mai, vivere un'esperienza lontana dai clamori del turismo classico, capace di restituirci il sapore del viaggio autentico, quello che si trasforma in esperienza di vita e che arricchisce tanto chi viaggia quanto chi ospita.

Viaggiare in modo sostenibile, visitando parchi naturali, scoprendo come vive la gente in Africa, è una delle possibilità offerte dalla ONG CTA volontari per lo sviluppo sostenibile.

Scegliere questo tipo di viaggio, invece di uno con una agenzia viaggi standard, significa aiutare concretamente le popolazioni locali che, oltre a svolgere la funzione di custodi della natura in cui abitano, ne diventano anche testimoni e mediatori culturali.

Chi è interessato allo scambio ed alla conoscenza interculturale con persone ed associazioni, può vivere esperienze di turismo comunitario, ospite presso famiglie con le quali fare amicizia e condividere aspetti della vita quotidiana.

Chi è amante della natura non sarà deluso dalle diverse proposte di ecoturismo … a tutt’oggi, infatti, questa terra è ancora in parte inesplorata per la maggior parte dei turisti italiani: parchi nazionali ed oasi protette, gite in piroga, birdwatching e relax sulle bianche spiagge affacciate sull'oceano.

Chi vuole approfondire tradizioni culturali potrà incontrare abili artigiani, partecipare a spettacoli di percussioni e danza, laboratori di tintura dei batik. Da non perdere il Festival internazionale del folklore e percussioni di Louga, alla fine di dicembre.

Tra i tanti itinerari alla scoperta del Senegal ce n’è uno tutto  "in verde", a nord di Dakar, quasi al confine con la Mauritania:  il Parco Nazionale degli uccelli di Djoudj, considerato il 3° parco ornitologico al mondo!

In inverno accoglie la nidificazione di 3 milioni di uccelli migratori (oltre 300 differenti specie) e la sua visita è un’indimenticabile esperienza, a contatto con la  meravigliosa natura senegalese: sarà uno spettacolo emozionante vedere fenicotteri rosa, pellicani, aironi, cormorani, ibis e spatole che si alzano in volo ad oscurare il sole man mano che la nostra piroga si avvicina scivolando dolcemente tra la vegetazione acquatica...

Ai bordi del parco sono disseminati i villaggi di comunità ricche di tradizioni culturali, come quelli delle etnie maure, wolof e peul. Saranno proprio loro ad accompagnarci alla scoperta del parco, ospitandoci nei bungalow che gestiscono in prima persona, tramite una rete di cooperative.


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Tsarabanjina in Madagascar: un'isola privata per il nostro relax ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Giovedì, 14 luglio 2011 • Commenti 4 • Categoria: Madagascar

E’ tempo di vacanze , per cui la carrellata di posti di mare belli deve continuare … questa volta  la località scelta per voi è Tsarabanjina!

Questa piccola isola è collocata nelle acque occidentali dell’arcipelago Mitsio, in Madagascar.





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Prossima meta il Congo, per degli "incontri ravvicinati di un certo tipo"...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Venerdì, 6 maggio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Congo

Ci troviamo, nuovamente, nel grandioso continente africano, questa volta in Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), vasto Stato dell’Africa Centrale. Il bacino congolese si presenta come un'enorme conca dominata dal fiume omonimo e contornata da altipiani che, nella zona dei laghi, raggiungono importanti altitudini. Degno di nota il gruppo vulcanico del Virunga (4.517 m) mentre, di parchi nazionali vi è solo l'imbarazzo della scelta ...

Il Parco dei Vulcani, Il Parco Nazionale di Kahuzi-Biega, quello di Kundelungu nel Katanga, con al suo interno le cascate Lofoï, le più belle dell'Africa, il Parco di Rwindi ...Tra flora, fauna ed infiniti paesaggi, la natura offre uno spettacolo fantastico di colori ...

"La sveglia è puntata alle cinque, ma sicuramente non suonerà; sono le quattro e mezzo e sono già sveglio. L’eccitazione non mi permette di riprendere sonno e il mio cuore pompa già una miscela di sangue e adrenalina. Questo giorno lo aspettavo da tempo, me lo sono immaginato tante volte, con la mente l’ho già vissuto più e più volte e l’essere qui mi sembra tutto sommato ancora incredibile..."

E' l'inizio del resoconto di viaggio di Christian Roveda ... mi sono emozionata profondamente nel leggerlo e vorrei condividere i frammenti più salienti con voi, il testo integrale di questa sua insolita ed adrenalitica avventura lo trovate sul suo blog.

"Il luogo è Kisoro, l’obiettivo sono i Gorilla di Montagna. Ci sono cose su cui uno fantastica per anni e quando riesce a raggiungerle rimane stupito.

L’ultima mezz’ora prima della sveglia la passo ripensando agli scatti da realizzare, primi piani, i particolari di mani e piedi, l’interazione tra i gorilla e qualche ampia visuale da grandangolo per immergersi nella scena, senza dimenticare di smettere di fotografare e vivere il momento, ho solo un’ora, probabilmente unica e irripetibile e non posso sprecarla interamente a fotografare.

Da tempo ho imparato che in alcuni casi bisogna mettere da parte la macchina fotografica e godersi certe esperienze ...

Un soldato armato si avvicina con i nostri passaporti, ce li distribuisce e dice che sarà lui l’incaricato di farci da scorta armata per il nostro tragitto in Congo.

In effetti, la situazione non è delle più tranquille, l’esercito ugandese è riuscito a scacciare i ribelli dal loro territorio che si sono rifugiati in Congo, portando scompiglio nei territori di confine e tra la gente comune ...

S forma il convoglio con scorta dell’esercito che ci porterà sul luogo dove partirà il nostro trekking per poter andare a vedere i gorilla di montagna. Scordatevi le strade asfaltate, nell’Africa centrale molto difficilmente se ne incontrano ed infatti non è il nostro caso ...

All’improvviso i nostri mezzi si fermano e l’autista ci fa scendere: siamo arrivati. Un guardia parco ci accoglie e inizia a farci un briefing su quello che ci accadrà oggi, su come comportarci, su cosa fare e soprattutto non fare.

Le regole principali sono:

  • stare ad almeno sette metri dai gorilla;
  • non fissarli intensamente negli occhi, lo ritengono un gesto di sfida, e nessuno   sano di mente sfiderebbe un gorilla …;
  • ricordarsi che in ogni caso sono animali selvatici e perciò imprevedibili e pericolosi;
  • non mangiare, bere o fumare durante l’incontro;
  • evitare di parlare ad alta voce;
  • indossare la mascherina che ci sarà fornita per evitare di passare malattie ai primati.

I gorilla di montagna sono solo 700 al mondo, sparsi tra Uganda, Rwanda e Congo.



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La terra dei Dogon, in Mali ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Sabato, 30 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Mali

"Il Mali? Terra meravigliosa oltre ogni dire ..."  così ce la descrive Luciana Crocini, una ex capogruppo di Avventure nel Mondo   ... " è una destinazione  che lascia un'impronta indelebile nella memoria ..."

"Le citta di Bamako, Segou, Djenné, Mopti, Tyimbuctu, con i mercati coloratissimi, le architetture di fango delle moschee e delle case. Il trekking per e da la Falesia di Bandiagara, con scorci e paesaggi incredibili, i piccoli villaggi della popolazione Dogon, arroccati, quà e là, sulla Falesia e lontanissimi dal resto del mondo.

I tramonti sul fiume Niger, una piccola tenda sotto le stelle, accompagnati dall'emozionante squarcio di un paesaggio che rimane catturato nel mio cuore, così come lo  sguardo dei bimbi della terra dei Dogon ..." 

Falesia di Bandiagara

I Dogon sono circa 240.000, sparsi nei numerosi villaggi della Falesia di Bandiagara, a sud del fiume Niger, nel Mali, zona che, per la sua importanza culturale,  è stata dichiarata "patrimonio dell'umanità" dall'Unesco.

Vivono anche in terrritori attigui al Burkina Faso, abili scultori e fabbri, si dedicano principalmente alla coltivazione del miglio.

La pianta del villaggio rappresenta schematicamente la figura del corpo umano.
I Dogon furono studiati per la prima volta da Marcel Griaule che, nel famoso libro "Il Dio d’acqua", raccontò l’iniziazione ricevuta dall'Ogotemmeli, personaggio che gli aveva trasmesso i segreti della cosmogonia mitologica dogon rivelando, così, alla cultura europea, un mondo misterioso ed affascinante...

Nella cultura tribale africana dei Dogon, le tradizioni sacre più segrete sono basate su ipotetici contatti con esseri evoluti provenienti da un pianeta della stella Sirio, avvenuti prima del 3000 a.C.





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Rift Valley in Etiopia: i colori dell'Africa sono impressi anche tra le numerose tribù dell'Omo River!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Domenica, 26 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Etiopia

Anche quello che vi sto per proporre è un viaggio al di là del tempo e dello spazio ...


Nella terra a cavallo tra Etiopia, Sudan e Kenya ... tanti itinerari da scoprire ... dalle capanne guraghe e wolayta, alle montagne a nord di Jimka, fino a raggiungere i villaggi Mursi lungo il fiume Omo ed ... i popoli del Delta

Terra di paesaggi insoliti e stupefacenti: questa è l'Etiopia, con tutte le sue variegate diversità ambientali, tra Rift ValleyOmo River!

L'altopiano etiope raggiunge le massime altezze con il massiccio delle Simien (4600 m Ras Dajen), ad est degrada drasticamente ai bordi raggiungendo la depressione del deserto dancalo, punto di convergenza di tre Rift: si tratta di uno dei luoghi geologicamente più attivi della terra !

dal blog di Andrea Semplici leggo: 

" L'Etiopia è un paese di pietra. In ogni senso:la civiltà dei suoi altopiani è cristiana, severa, conservatrice. Le chiese scolpite nelle sue montagne ne sono la testimonianza perfetta.

L'Etiopia è terra di una grandiosa antichità (i regni di Axum) e di un medioevo stupefacente (le basiliche rupestri di Lalibela, i monasteri del lago Tana, i castelli di Gondar) ...

Geografia (un altopiano quasi inaccessibile)  e geopolitica (un'isola cristiana accerchiata dal mondo musulmano), per secoli e secoli, hanno decretato il suo isolamento ... "

ed ancora Andrea Semplici ci trasmette molto bene la visione della Valle dell'Omo...

"A Omorate, ultimo grande villaggio ai confini con il Kenya, una pista sembra essere ruspata con un righello: è una linea retta perfetta che finisce solo sulle sponde, prive di argini, dell'Omo.

Paesaggio africano: i campi di sorgo sono protretti da bambini-spaventa passeri che, armati di fionde e frombole, scacciano i corvi. Nella stagione secca, uomini con kalashnikov a tracolla, spingono mandrie di vacche lungo piste di terra rossa fino alle sponde del fiume.

Cortei di donne vanno e vengono dalle acque dell'Omo con grandi otri-zucca, in equilibrio sulla testa.I bambini giocano sulle scarpate del fiume che le piene, nei mesi delle piogge, faranno franare fino a sradicare alberi immensi che, poi, la corrente trascinerà fino al lago Turkana ..." 

" Scene di un Africa senza esotismi, vita quitidiana sulle sponde dell'Omo. Seduti sulle pietre altri uomini guardano il fiume: loro sono eleganti, quasi orgogliosi. Hanno i capelli rasati e una cercina in argilla è stata modellata sulla pelle calva. E' decorata da tre piume di struzzo: è un gioco di simboli, provano a spiegare gli antropologi, questi sono i segni che ricordano un atto eroico compiuto, la testimonianza della propria forza, resistenza, velocità. Segni di orgoglio e di status sociale nella valle dell'Omo...! " 

Ed è proprio nella Valle dell'Omo che assistiamo ad un'espressione di arte veramente unica! Cogliamone i colori attraverso queste bellissime foto di Hans Silvester ...



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Umm Mawagir in Egitto: la città al di là del tempo!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Mercoledì, 8 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Egitto

dune di Kharga

Nel deserto occidentale egiziano e più precisamente nell'oasi di Kharga il professor John Coleman, in collaborazione con un team di archeologi dell'Università di Yale, sta riportando alla luce un'intera città risalente a 3.500 anni fa.

Si tratta di Umm Mawagir, che raggiunse il suo apice verso la fine del Medio Regno (1786-1665 a.C.). Ma è nel secondo periodo intermedio dell'Egitto (1650-1550 a.C.circa) che gli Hyksos, provenienti dall'Asia, presero il controllo del delta del Nilo a Nord, mentre il regno nubiano di Kerma si potenziava a Sud e ciò che rimaneva del potere faraonico si batteva per la sopravvivenza nella Tebaide, la regione intorno alla moderna Luxor.

Di queste 3 potenze rimane un mistero il fatto che sia stata la forza faraonica con base a Tebe a prevalere ... quella più debole!

La città appena scoperta si estende per 1 km di lunghezza e 250 metri di larghezza, in un’area precedentemente ritenuta essere disabitata ma che in realtà, si dice, fosse un centro per le rotte carovaniere che collegavano la Valle del Nilo con altre oasi, fino all’odierno Darfur, nel Sudan occidentale.

Umm Mawagir è antecedente di più di mille anni rispetto all’unico altro grande insediamento dell’oasi di Kharga!




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Vivere l'Africa tra sogno e natura: 5 romantici lodges di lusso!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 17 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Africa

Quest'anno  il premio "Africa's Leading Luxury Lodge" ai  "World Travel Awards" è stato vinto dalla romantica Thanda Private Game Reserve, una riserva di lusso sudafricana in grado di far vivere un’esperienza unica ai suoi ospiti, grazie ad un’ampia offerta di attività eco-turistiche, in un clima di totale comfort e privacy, a solo un’ora dal mare.

Questa struttura è il giusto mix tra stile antico, intrigante cultura Zulu ed una natura mozzafiato: non sorprende affatto, quindi, che le 9 ville di lusso al suo interno, formino una categoria a sé.

E comunque ...il Lodge offre anche l’alternativa del campo tendato, dove gli ospiti possono apprezzare, al meglio, essenze e suoni del bush africano.

Situata nella regione del KwaZulu-Natal, Thanda Game Reserve è il luogo ideale per gli amanti della savana e del mare.

La spiaggia di Sodwana Bay, infatti, dista solo un’ora dalla riserva ed il Lodge organizza escursioni giornaliere che vi permetteranno di immergervi con gli squali, fare snorkeling per ammirare la barriera corallina, cavalcare sulla spiaggia o semplicemente godervi l’Oceano Indiano in totale relax.

La Thanda Private Game Reserve ospita i famosi Big 5 e tanti altri animali selvatici. Di recente all’interno della proprietà è stato introdotto un branco di licaoni africani. L’area non solo è rinomata per le ricchezze faunistiche, bensì per la presenza di volatili e vanta una lista di uccelli che appartengono a più di 400 specie diverse.

Nell'atmosfera romantica della Riserva (Thanda significa ‘amore’ in lingua Zulu) potreste farvi coccolare dai trattamenti della s.p.a., all’interno del premiato centro benessere e visitare il Lodge, che possiede anche una biblioteca, la cantina dei vini ed un’area bar per fumatori, ammirando lo splendido panorama dai pontili che si affacciano sui silenziosi corsi d’acqua.


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Sudafrica: alla ricerca dei Big Five con la Caccia "verde"...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 2 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Sud Africa

Ci troviamo, nuovamente, nel meraviglioso scenario sudafricano e questa volta vi vorrei  proporre una vacanza all'insegna della "Caccia Verde".

"Cacciatori ed ecologisti si sono comportati finora come cani e gatti, ma alla fine hanno trovato un punto d’incontro. La caccia “verde” realizza la sinergia tra lo sport della caccia e i limiti imposti dalla protezione ambientale: si può sparare alla fauna selvatica contribuendo alla ricerca e alla gestione della stessa.

Proposta dal dr. Paul Bartels, direttore del Centro per la Protezione della Fauna selvatica come risorsa biologica, che fa parte dell’Ente Giardini zoologici nazionali, la caccia verde richiede capacità e precisione molto maggiori di quelle necessarie quando si spara con un fucile. Nel caso delle freccette, non solo occorre tirare sull’animale  a distanza ravvicinata ma una volta colpito questo può diventare imprevedibile, imbizzarrendosi o caricando. 

Tuttavia, il senso dell’avventura implicito nella caccia verde la rende sempre più popolare presso i cacciatori tradizionali.

Codice etico

Gli animali da colpire con freccette vengono selezionati per specifici scopi scientifici o per ricerche, mai per ragioni commerciali. Le ragioni possono essere: lo spostamento di animali in un nuovo ambiente; l’inserimento di elementi identificativi all’orecchio o di microchip; raccolta di campioni di sangue e tessuti, posa di collari con radio per monitorare i movimenti dell’animale;e operazioni chirurgiche o trattamento di ferite.

Gli animali più frequentemente analizzati e quindi colpiti con freccette sono i cosiddetti "Big Five" rinoceronti bianchi ma anche leoni, leopardi, bufali ed elefanti sono regolarmente “cacciati”. Per il momento, dalla “caccia verde” sono esclusi i rinoceronti neri.


Chi può cacciare?

La maggior parte dei cacciatori “verdi” sono i cacciatori professionali che vedono in questa operazione un modo per rendersi utili alla causa della protezione della fauna. La caccia verde può essere aperta anche a clienti individuali o a gruppi, sempre a determinate condizioni.


Caccia individuale

Nella caccia individuale, chi tira materialmente è il cliente, sotto la supervisione di un cacciatore professionale e di un veterinario; la caccia viene organizzata su prenotazione e iscrizione presso un ente autorizzato. L’organizzatore deve acquisire i diritti di tiro sull’animale prima di poterne disporre commercialmente e deve mantenere sul posto professionisti esperti, in grado di condurre la caccia. Talvolta è richiesta la presenza di un pilota di elicottero. Infine, il cliente cacciatore deve essere stato addestrato in precedenza nella pratica del tiro col fucile a freccette e informato su tutti gli aspetti della caccia verde, perchè la sicurezza dell’uomo e dell’animale vengono prima di ogni altra considerazione.



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