Viaggiare: lo spazio di una vacanza

Vivere l'Africa tra sogno e natura: 5 romantici lodges di lusso!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 17 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Africa

Quest'anno  il premio "Africa's Leading Luxury Lodge" ai  "World Travel Awards" è stato vinto dalla romantica Thanda Private Game Reserve, una riserva di lusso sudafricana in grado di far vivere un’esperienza unica ai suoi ospiti, grazie ad un’ampia offerta di attività eco-turistiche, in un clima di totale comfort e privacy, a solo un’ora dal mare.

Questa struttura è il giusto mix tra stile antico, intrigante cultura Zulu ed una natura mozzafiato: non sorprende affatto, quindi, che le 9 ville di lusso al suo interno, formino una categoria a sé.

E comunque ...il Lodge offre anche l’alternativa del campo tendato, dove gli ospiti possono apprezzare, al meglio, essenze e suoni del bush africano.

Situata nella regione del KwaZulu-Natal, Thanda Game Reserve è il luogo ideale per gli amanti della savana e del mare.

La spiaggia di Sodwana Bay, infatti, dista solo un’ora dalla riserva ed il Lodge organizza escursioni giornaliere che vi permetteranno di immergervi con gli squali, fare snorkeling per ammirare la barriera corallina, cavalcare sulla spiaggia o semplicemente godervi l’Oceano Indiano in totale relax.

La Thanda Private Game Reserve ospita i famosi Big 5 e tanti altri animali selvatici. Di recente all’interno della proprietà è stato introdotto un branco di licaoni africani. L’area non solo è rinomata per le ricchezze faunistiche, bensì per la presenza di volatili e vanta una lista di uccelli che appartengono a più di 400 specie diverse.

Nell'atmosfera romantica della Riserva (Thanda significa ‘amore’ in lingua Zulu) potreste farvi coccolare dai trattamenti della s.p.a., all’interno del premiato centro benessere e visitare il Lodge, che possiede anche una biblioteca, la cantina dei vini ed un’area bar per fumatori, ammirando lo splendido panorama dai pontili che si affacciano sui silenziosi corsi d’acqua.


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Yemen: l'ultimo paradiso endemico a Socotra, L'Isola Felice!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Giovedì, 5 agosto 2010 • Commenti 13 • Categoria: Yemen

E' entusiasmante cavalcare l'onda di un viaggio,  andare alla ricerca di nuove emozioni …  è per questo che vi presento su un piatto d'argento una destinazione non ancora raggiunta dal turismo di massa, insomma pane per i denti del viaggiatore appassionato


Voliamo nello Yemen  … dal 1997 l’ecoturismo ha subito un’incredibile impennata, grazie alla costituzione di uno speciale programma di sviluppo, da parte del governo yemenita in cooperazione con l’United Nations Development Programme (UNDT).

Tra i 10 itinerari individuati in Yemen, considerati di rilevante interesse culturale ed ecoturistico, spicca l’Isola di Socotra (3.625 km²), dichiarata area protetta dal 2000.

Il prezioso arcipelago di cui fa parte Socotra (insieme ad Abd al-Kuri, Darsa, Samha ed alcuni scogli disabitati),  dal 2008 è  patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.  Sebbene sia situato nell'oceano indiano, ad un passo dal Corno d'Africa (300 km dalla costa somala) è entrato a far parte dello Yemen unificato  nel 1990, da cui dista 350 km.

L'Isola Felice (dal sanscrito Dvpu Sukhatara) è un vero e proprio paradiso: rimasta inaccessibile e sconosciuta per secoli, ha preservato specie di animali e vegetali che in altre parti del globo risultano estinte. 

Il susseguirsi di eventi che l'hanno gradualmente allontanata dall'isolamento è scritto nella storia: prima protettorato britannico poi, fino al 1967,  base della marina sovietica e comunque irraggiungibile via aereo fino al 2002.

Al Hajarah - Yemen

Giusto per rendervi l'idea ... da Wikipedia leggo che: "il 37% delle 825 specie di piante sono uniche al mondo". Tra queste spiccano la Rosa del Deserto  (Adenium obesum sokotranum) ed Il Sangue di Drago (Dracena cinnabari) che cresce solo in questi luoghi ed è il simbolo dell'isola

"Così come unici al mondo sono il 90% dei rettili e d il 95% dei serpenti di terra. La popolazione aviaria comprende 192 specie, 44 delle quali vivono sempre sull'isola, mentre 85 sono uccelli migratori (in parte a rischio di estinzione). In mare si contano 253 specie di coralli che danno vita ad una barriera, 730 specie di pesci e 300 granchi, aragoste e gamberetti".



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Andar per trabocchi sulla costa abruzzese

Scritto da LDN - 100viaggi • Giovedì, 21 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Italia

TraboccoD’Annunzio descriveva i Trabocchi nel suo Trionfo della Morte come antiche macchine da pesca che sembrano avere vita propria. Superstiti di una cultura legata alla pesca familiare, spesso principale fonte di sostentamento, i trabocchi che si trovano sulla costa abruzzese sono costituiti da una piattaforma di legno che sporge sul mare, agganciata alle rocce da tronchi di pino d’Aleppo.

Un patrimonio storico, culturale ed oggi anche turistico, grazie alla nuova iniziativa che prende il nome di Costa dei Trabocchi.

Dalla piattaforma dei trabocchi sporgono due o più “antenne” che fanno da sostegno alla grande rete da pesca a maglie strette, chiamata “trabocchetto”.
La diversa morfologia che caratterizza le varie zone che si susseguono lungo la costa, come per esempio un fondale troppo alto oppure coperto di ciottoli, ha fatto sì che si sviluppassero differenti tipologie di trabocchi in vari tratti dei litorali dell’Italia meridionale, da quelli presenti in Abruzzo, a quelli del Gargano, o della costa del basso Tirreno.

Il modello abruzzese è formato da una piattaforma posta trasversalmente rispetto alla costa, alla quale il trabocco è collegato tramite un ponticello formato da pedane di legno, mentre più a sud, nel Gargano, a causa della presenza di scogliere, la piattaforma viene ancorata alla roccia e posta longitudinalmente rispetto alla costa.

Ma in ogni caso e indipendentemente dalle appartenenze geografiche, reste e rimane, in chiave romantica, la lotta dell’uomo per la sopravvivenza, una lotta ad armi pari, antiche, e frutto del solo ingegno. Un reperto oggi tutto da visitare e riscoprire.


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Gli antichi tratturi, tra Puglia e Abruzzo

Scritto da LDN - 100viaggi • Lunedì, 18 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Italia

C’è una autostrada verde che unisce i parchi nazionali e regionali d’Abruzzo: il sistema dei tratturi.

Per mille anni lungo questi ampi sentieri incastonati fra le montagne ed il mare, i pastori hanno condotto il bestiame verso il Tavoliere delle Puglie nei lunghi mesi del rigido inverno abruzzese, plasmando in maniera indelebile la tradizione, la cultura, persino la cucina dell’Appennino.

Il percorso dei tratturi, in parte ancora percorribili e che stanno conoscendo una nuova primavera con mountain bike e cavalli, unisce i parchi storici e quelli che stanno vedendo la luce in questi mesi.

Lungo la costa della Frentania, dove nascerà il Parco nazionale della Costa teatina, passava infatti l’antico Regio tratturo L’Aquila-Foggia, un percorso incantevole fra gli altipiani e le valli d’Abruzzo.

Partendo dal capoluogo di regione, la grande autostrada verde percorreva la valle del fiume Aterno-Pescara, per poi risalire verso l’altopiano di Barisciano inoltrandosi nel territorio del Parco del Gran Sasso lungo l’antica Via Claudia Nova, raggiungendo il sito archeologico di Peltuinum.


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Lençois Maranhenses - Brasile

Scritto da LDN - 100viaggi • Giovedì, 17 dicembre 2009 • Commenti 2 • Categoria: Brasile

Sembra incredibile come, in un paese tropicale come il Brasile e famoso per le sue belle spiagge e foreste, si possa trovare un deserto dalla fattezze incredibili.

Si trova vicino al litorale dello Stato di Maranhão: il suo nome è Lençóis Maranhenses, il deserto brasiliano.
Le sue peculiarità e specificità lo rendono assolutamente unico e diverso.

Fra le vaste dune di sabbia, le lagune assumono colorazioni che partono dal verde smeraldo per declinare verso l'azzurro, formando la vera visione.
Questo spettacolo della natura è reso possibile grazie alle piogge che cadono sulla regione nel primo semestre dell'anno e che alimentano le lagune del vasto deserto dei Lençóis, che si stende per un'area pari al comune di San Paolo.

Gli abitanti del parco vivono della pesca nel periodo di piogge.
Durante la siccità, parte della popolazione emigra verso le regioni limitrofe per lavorare in campagna.
Per proteggere questi 155 mila ettari che riguardano un ecosistema così particolare, è stato creato, nel 1981, il Parco Nazionale dei Lençóis Maranhenses.


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La Elephant Coast nel KwaZulu-Natal

Scritto da LDN - 100viaggi • Martedì, 20 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Sud Africa

La Elephant Coast nel KwaZulu-Natal sudafricano è una destinazione ecoturistica in ogni senso della parola.
E’ ben nota per i suoi sforzi nel campo della conservazione delle zone umide e della fauna selvatica, punti di forza del turismo della Elephant Coast.


Le attività più popolari della Elephant Coast sono volte al rispetto dell’ecologia: tra queste, l’osservazione dei Big Five, escursioni e passeggiate nella natura, immersioni subacquee e ricerca delle tartarughe marine.

La Elephant Coast del KwaZulu-Natal ospita due tra le maggiori istituzioni sudafricane di protezione dell’ambiente: il Parco iSimangaliso Wetland e il Parco Hluhluwe-Imfolozi.

Il Parco iSimangaliso si estende per 220 km dal capo St Lucia al confine mozambicano ed è un sito Patrimonio dell’Umanità.
E’ dominato dal lago St Lucia e dall’estuario St Lucia, con la sua intricata rete di laghi costieri, dune, foreste subtropicali, acquitrini e ambienti umidi che costituiscono un porto sicuro per la fauna e la flora locali.


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Kosterhavet - Svezia - il più ricco parco nazionale marino

Scritto da LDN - 100viaggi • Lunedì, 19 ottobre 2009 • Commenti 2 • Categoria: Svezia

Il 9 settembre è stato inaugurato il primo parco nazionale marino svedese: Kosterhavet.

Due ore a nord di Göteborg intorno alle due isole Koster si trova l’area marina più ricca della Svezia in termini di biodiversità.

Il nuovo Parco marino di Kosterhavet in Svezia

Kosterhavet è il 29.mo parco nazionale svedese e copre un’area di circa 400 kmq, 390 dei quali si trovano sotto la superficie dell’acqua.

Il fiordo di Koster-Väderö si estende in un’area caratterizzata da un’estrema ricchezza di flora e fauna marine: ospita infatti più di 300 diverse specie animali e vegetali che non si trovano da nessun’altra parte del Paese, tra cui persino alcune barriere di corallo d’altura, appartenente alla specie Lophelia Pertusa, oltre ad alcuni brachiopodi e spugne (Poriferi).


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A Fernando de Noronha la natura è padrona assoluta

Scritto da LDN - 100viaggi • Domenica, 1 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Brasile

Gli amici di 100style hanno colpito nel segno.
Sia perché hanno individuato una destinazione assolutamente unica, sia per aver colpito nell'immaginazione dei più incalliti viaggiatori per destinazioni uniche al mondo.
Stiamo parlando di Fernando de Noronha un arcipelago assolutamente sconosciuto al turismo di massa, composto di 21 piccole isole situato a circa 350 chilometri dalle coste brasiliane, nell'Oceano Atlantico
L’isola di Noronha ospita un un ecosistema unico al mondo. Fernando de Noronha è la più grande delle isole che compongono l’arcipelago omonimo, rifugio naturale delle tartarughe in viaggio verso l’Africa.

Dal 1988 l’isola è un parco nazionale marino e terrestre e il 2001 l’arcipelago fu riconosciuto dalla UNESCO come Patrimonio Mondiale Naturale.

La fauna e la flora sono esuberanti e protette un regolamento è molto severo: è assolutamente vietato interferire con la vita degli animali.

Il turismo nell’isola è limitato e controllato, a numero chiuso, perciò prima di andarci bisogna riempire il modulo di controllo di migrazione con delle informazioni personali, numeri di giorni di soggiorno nell’isola, data d’arrivo, di partenza, dati del volo e indirizzo del albergo e pagare la TPA - Tassa di Preservazione Ambientale.


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Il ritorno al passato nelle capanne svedesi

Scritto da LDN - 100viaggi • Mercoledì, 28 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Svezia

Tornare indietro nel tempo, con i piedi sulla terra, assaporandone sapori e profumi, l'umidità e il calore.
Una destinazione fuori ogni rotta tradizionale del turismo internazionale.
Stiamo parlando di un albergo assolutamente fuori dal normale, nelle foreste svedesi.

Si chiama Kolarbyn ed è un "primitive Hotel" composto da undici piccole capanne nascoste nel bosco vicino al bellissimo lago Skärsjön.

Le capanne-camere da letto non hanno energia elettrica e quando arriva il buio estivo l'unica illuminazione disponibile è quella delle candele, delle lampade ad olio o dal fuoco del camino.

E' un modo di staccare la spina dal resto del mondo tecnologico ma per chi anela provare un'emozione primordiale, il soggiorno risulterà fantastico.

L'intera foresta è costellata da cespugli di mirtillo, perfetto per prepararsi le frittelle a colazione, cibo tradizionale svedese.


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Porto de Galinhas nel Brasile del nord-est

Scritto da LDN - 100viaggi • Martedì, 27 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Brasile

Il Brasile è un vero paradiso tropicale e rappresenta sempre la destinazione ideale per il turismo occidentale.
Nella regione del “Nordeste” le spiagge e i paesaggi mozzafiato rendono questa zona una meta indimenticabile per tutti coloro che amano il mare e la spiaggia come luogo per il proprio totale relax.

Porto de Galinhas - Praia de Muro Alto

Tra le numerose opportunità offerte da questa regione, spicca Porto de Galinhas (nello Stato del Pernambuco), che oltre a essere una celebre destinazione turistica molto amata dai brasiliani, vanta un altissimo livello nel settore dell’ospitalità, con i suoi chale rustici, hotel, accoglienti “Pousadas” e lussuosi resort.

Isola Santo Aleixo
È lo scenario ideale per chi è alla ricerca di momenti romantici: piscine naturali di acque cristalline, escursioni sulle “Jangadas” (tipiche barchette a vela) o in dune buggy, visite alla celebre Isola di Santo Aleixo con partenza dalla bella Praia de Toquinho.
L’offerta di ristoranti e bar non è da meno: a Porto de Galinhas piccoli e riservati locali danno il benvenuto ai visitatori con ottimi menù.

L'aria che si respira è di totale relax.

A 60Km dalla capitale Recife, Porto de Galinhas fa parte del Comune di Ipojuca ed è considerata una delle più belle spiagge dell’intero litorale brasiliano. Deve la sua fama al fascino che la natura gli ha regalato: acque cristalline, un cielo dai colori indimenticabili, e distese di palme da cocco che completano il paesaggio da cartolina.


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Madre de Dios in Perù

Scritto da LDN - 100viaggi • Lunedì, 12 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Perù

Río Madre de Dios
Il Perù è uno dei paesi più incredibili e affascinanti dell'America Latina. Una delle sue contee (o dipartimenti) è Madre de Dios, a sud-est del Perù.

Esuberante, dai boschi infiniti e dai fiumi sinuosi che scorrono fino all’Oceano, Madre de Dios è un dipartimento dove la vita abbonda in tutti gli angoli.
Puerto Maldonado, la città capitale,è un passo obbligato per accedere a qualsiasi dei parchi nazionali e delle riserve della zona ed è stato, in diversi periodi, un importante centro di esportazione del caucciù, di legno, di oro e di petrolio.
Oggi due delle attività economiche principali del dipartimento sono l’ecoturismo e la raccolta di castagne.

A 10 km da Puerto Maldonado e dopo un’ora e mezza di cammino si trova il Lago Sandoval, circondato da distese di alberi di aguaje, da orchidee, lupunas, rovere e palme mauritias alte oltre 30 metri.
Il lago è anche la dimora di una gran varietà di specie come i tucani, i guacamayos, i pappagalli, le gazze, i tapiri, le tartarughe e rifugio della nutria di fiume e del coccodrillo nero, entrambi in pericolo di estinzione.


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