Viaggiare: lo spazio di una vacanza

Dancalia in Etiopia: i colori di un piacevole inferno ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Sabato, 7 aprile 2012 • Commenti 0 • Categoria: Etiopia

C'è una zona del mondo costellata da vulcani attivi, come l'Ertà Ale ... si trova in Etiopia, nella Rift Valley!

in cima al vulcano Ertà Ale  


foto di Fidenzio Zerbini

Il territorio dellEtiopia è unico, con una superficie di 1.128.221 km quadrati, come la Francia e la Spagna messe assieme... la natura, qui, è incredibilmente straripante!

E' un tripudio di ambienti geologici, naturalistici, storici e microclimi innumerevoli, con un altopiano  diviso nel mezzo dalla famosa Rift Valley che a nord scende nella Depressione della Dancalia ed a sud forma molti laghi.

Un viaggio in Dancalia non è una normale vacanza, ma una vera e propria spedizione in uno dei deserti più estremi del pianeta, all'interno di una profonda depressione che raggiunge, nei punti più bassi, i 120 metri sotto il livello del mare.

Caratterizzata dalla presenza di alcuni vulcani attivi, nonchè da una immensa crosta composta da diversi tipi di sali spessa fino a 3.000 metri!

La Dancalia presenta delle temperature medie tra le più alte al mondo, offre paesaggi assolutamente unici ...

Il suo aspetto è quasi lunare con colori che rendono il deserto di sale completamente surreale.

L'intera area è formata da gas, vapore acqueo e sali minerali gialli che assumono, con l’evaporazione, anche il colore verde.

Una sorta di paradiso per gli occhi ...

Anche se negli ultimi anni i tours in Dancalia sono aumentati di popolarità, non bisogna dimenticare che un viaggio in questa regione necessita di una logistica impressionante, sia a causa dell'isolamento e sia a causa delle terribili condizioni ambientali, che richiedono anche un grande spirito di adattamento da parte del visitatore.

Si raccomanda, pertanto, di intraprendere un viaggio in Dancalia solo se fortemente motivati e se pronti ed abituati ad un certo genere di vacanze...



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Una carrellata di articoli su ... 100viaggi!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 30 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Considerazioni e Pensieri

Tanzania - Zanzibar

Cari lettori, le vacanze giungono al termine, ma non per tutti ...

Ho deciso di fare un piccolo break per 20 giorni, ricarburare per riprendere alla grande ...lontana dal traffico, dalla calca e dallo stress! 

Fino ad oggi ho scritto 100 articoli, alcuni con il cuore e la passione che mi contraddistingue quando si parla di viaggi, altri un pò sbrigativi, ma comunque simpatici!

Ho  deciso di regalarvi la mia carrelllata di post a cui sono più affezionata, sia per l'affluenza di visitatori sia per la qualità delle tematiche ...

A volte sono stata di parte, a volte sono stata un pò prolissa, ma sempre me stessa!

E quindi ... siete alla ricerca di viaggi adrenalitici oppure di viaggi a contatto con i villaggi rurali sperduti in Africa

Allora l'incontro con i Gorilla in Congo o lo Swaziland fanno per voi!  

Gorilla in Congo

Parlando di viaggi che rimangono impressi nel cuore non tralascerei il Perù, il Messico e l'Africa Nera con una delle più incurabili delle malattie ... il Mal D'Africa... sono viaggi culturali, naturali, archeologici,  emozionanti e comunque di grande spessore ...


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Moto Raid nel Deserto Egiziano con Avventure nel Mondo ... on the road again!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Giovedì, 11 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Egitto

MOTO CLUB "AVVENTURE NEL MONDO"  ritorna, anche quest'anno,  nel deserto egiziano con moto a nolo ...  per tutti gli appassionati di motociclismo ecco i programmi di Viaggi nel Mondo, modificati ed arricchiti  rispetto all’anno scorso.

"Quest’anno sembra che l’Egitto resti il solo deserto disponibile per gli amanti del Sahara, essendo l'unico che, dopo tutti i problemi nel mondo arabo, e' ancora facilmente accessibile.

L'anno scorso i nostri partecipanti sono tutti ritornati affascinati dall'ambiente e dal deserto, forse il meno conosciuto di tutto il Sahara, eppure uno dei piu' belli in assoluto!

La serie di partenze  dal 14 ottobre 2011 a fine aprile 2012 saranno programmate sulla scia dell’esperienza della stagione 2010-11, risultata un gran bel successo! Tutti i partecipanti, infatti, sono rimasti affascinati dal deserto egiziano e dal Great Sand Sea.



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Il Senegal è Teranga ... ma anche oasi verde ed incontaminata, in nome dell'ecoturismo e del turismo responsabile!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Lunedì, 8 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Senegal

www.terangatour.com


Teranga non si traduce con la semplice parola "ospitalità", ma esprime molto, ma molto di più! Accoglienza, rispetto, attenzione, gentilezza, allegria ed il piacere di ricevere un ospite nella propria casa!

In Senegal lo straniero accolto in casa è coccolato e vezzeggiato, per lui vengono cucinati i piatti migliori, con gli ingredienti più ricercati ...  

Questo splendido angolo d'Africa occidentale è una terra ricca di bellezze naturali, con storia, tradizioni e popoli capaci di suscitare emozioni intense! Offre, inoltre, occasioni di viaggi responsabili, per tutti i gusti!

Il  turismo responsabile significa, più che mai, vivere un'esperienza lontana dai clamori del turismo classico, capace di restituirci il sapore del viaggio autentico, quello che si trasforma in esperienza di vita e che arricchisce tanto chi viaggia quanto chi ospita.

Viaggiare in modo sostenibile, visitando parchi naturali, scoprendo come vive la gente in Africa, è una delle possibilità offerte dalla ONG CTA volontari per lo sviluppo sostenibile.

Scegliere questo tipo di viaggio, invece di uno con una agenzia viaggi standard, significa aiutare concretamente le popolazioni locali che, oltre a svolgere la funzione di custodi della natura in cui abitano, ne diventano anche testimoni e mediatori culturali.

Chi è interessato allo scambio ed alla conoscenza interculturale con persone ed associazioni, può vivere esperienze di turismo comunitario, ospite presso famiglie con le quali fare amicizia e condividere aspetti della vita quotidiana.

Chi è amante della natura non sarà deluso dalle diverse proposte di ecoturismo … a tutt’oggi, infatti, questa terra è ancora in parte inesplorata per la maggior parte dei turisti italiani: parchi nazionali ed oasi protette, gite in piroga, birdwatching e relax sulle bianche spiagge affacciate sull'oceano.

Chi vuole approfondire tradizioni culturali potrà incontrare abili artigiani, partecipare a spettacoli di percussioni e danza, laboratori di tintura dei batik. Da non perdere il Festival internazionale del folklore e percussioni di Louga, alla fine di dicembre.

Tra i tanti itinerari alla scoperta del Senegal ce n’è uno tutto  "in verde", a nord di Dakar, quasi al confine con la Mauritania:  il Parco Nazionale degli uccelli di Djoudj, considerato il 3° parco ornitologico al mondo!

In inverno accoglie la nidificazione di 3 milioni di uccelli migratori (oltre 300 differenti specie) e la sua visita è un’indimenticabile esperienza, a contatto con la  meravigliosa natura senegalese: sarà uno spettacolo emozionante vedere fenicotteri rosa, pellicani, aironi, cormorani, ibis e spatole che si alzano in volo ad oscurare il sole man mano che la nostra piroga si avvicina scivolando dolcemente tra la vegetazione acquatica...

Ai bordi del parco sono disseminati i villaggi di comunità ricche di tradizioni culturali, come quelli delle etnie maure, wolof e peul. Saranno proprio loro ad accompagnarci alla scoperta del parco, ospitandoci nei bungalow che gestiscono in prima persona, tramite una rete di cooperative.


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Prossima meta il Congo, per degli "incontri ravvicinati di un certo tipo"...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Venerdì, 6 maggio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Congo

Ci troviamo, nuovamente, nel grandioso continente africano, questa volta in Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), vasto Stato dell’Africa Centrale. Il bacino congolese si presenta come un'enorme conca dominata dal fiume omonimo e contornata da altipiani che, nella zona dei laghi, raggiungono importanti altitudini. Degno di nota il gruppo vulcanico del Virunga (4.517 m) mentre, di parchi nazionali vi è solo l'imbarazzo della scelta ...

Il Parco dei Vulcani, Il Parco Nazionale di Kahuzi-Biega, quello di Kundelungu nel Katanga, con al suo interno le cascate Lofoï, le più belle dell'Africa, il Parco di Rwindi ...Tra flora, fauna ed infiniti paesaggi, la natura offre uno spettacolo fantastico di colori ...

"La sveglia è puntata alle cinque, ma sicuramente non suonerà; sono le quattro e mezzo e sono già sveglio. L’eccitazione non mi permette di riprendere sonno e il mio cuore pompa già una miscela di sangue e adrenalina. Questo giorno lo aspettavo da tempo, me lo sono immaginato tante volte, con la mente l’ho già vissuto più e più volte e l’essere qui mi sembra tutto sommato ancora incredibile..."

E' l'inizio del resoconto di viaggio di Christian Roveda ... mi sono emozionata profondamente nel leggerlo e vorrei condividere i frammenti più salienti con voi, il testo integrale di questa sua insolita ed adrenalitica avventura lo trovate sul suo blog.

"Il luogo è Kisoro, l’obiettivo sono i Gorilla di Montagna. Ci sono cose su cui uno fantastica per anni e quando riesce a raggiungerle rimane stupito.

L’ultima mezz’ora prima della sveglia la passo ripensando agli scatti da realizzare, primi piani, i particolari di mani e piedi, l’interazione tra i gorilla e qualche ampia visuale da grandangolo per immergersi nella scena, senza dimenticare di smettere di fotografare e vivere il momento, ho solo un’ora, probabilmente unica e irripetibile e non posso sprecarla interamente a fotografare.

Da tempo ho imparato che in alcuni casi bisogna mettere da parte la macchina fotografica e godersi certe esperienze ...

Un soldato armato si avvicina con i nostri passaporti, ce li distribuisce e dice che sarà lui l’incaricato di farci da scorta armata per il nostro tragitto in Congo.

In effetti, la situazione non è delle più tranquille, l’esercito ugandese è riuscito a scacciare i ribelli dal loro territorio che si sono rifugiati in Congo, portando scompiglio nei territori di confine e tra la gente comune ...

S forma il convoglio con scorta dell’esercito che ci porterà sul luogo dove partirà il nostro trekking per poter andare a vedere i gorilla di montagna. Scordatevi le strade asfaltate, nell’Africa centrale molto difficilmente se ne incontrano ed infatti non è il nostro caso ...

All’improvviso i nostri mezzi si fermano e l’autista ci fa scendere: siamo arrivati. Un guardia parco ci accoglie e inizia a farci un briefing su quello che ci accadrà oggi, su come comportarci, su cosa fare e soprattutto non fare.

Le regole principali sono:

  • stare ad almeno sette metri dai gorilla;
  • non fissarli intensamente negli occhi, lo ritengono un gesto di sfida, e nessuno   sano di mente sfiderebbe un gorilla …;
  • ricordarsi che in ogni caso sono animali selvatici e perciò imprevedibili e pericolosi;
  • non mangiare, bere o fumare durante l’incontro;
  • evitare di parlare ad alta voce;
  • indossare la mascherina che ci sarà fornita per evitare di passare malattie ai primati.

I gorilla di montagna sono solo 700 al mondo, sparsi tra Uganda, Rwanda e Congo.



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La terra dei Dogon, in Mali ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Sabato, 30 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Mali

"Il Mali? Terra meravigliosa oltre ogni dire ..."  così ce la descrive Luciana Crocini, una ex capogruppo di Avventure nel Mondo   ... " è una destinazione  che lascia un'impronta indelebile nella memoria ..."

"Le citta di Bamako, Segou, Djenné, Mopti, Tyimbuctu, con i mercati coloratissimi, le architetture di fango delle moschee e delle case. Il trekking per e da la Falesia di Bandiagara, con scorci e paesaggi incredibili, i piccoli villaggi della popolazione Dogon, arroccati, quà e là, sulla Falesia e lontanissimi dal resto del mondo.

I tramonti sul fiume Niger, una piccola tenda sotto le stelle, accompagnati dall'emozionante squarcio di un paesaggio che rimane catturato nel mio cuore, così come lo  sguardo dei bimbi della terra dei Dogon ..." 

Falesia di Bandiagara

I Dogon sono circa 240.000, sparsi nei numerosi villaggi della Falesia di Bandiagara, a sud del fiume Niger, nel Mali, zona che, per la sua importanza culturale,  è stata dichiarata "patrimonio dell'umanità" dall'Unesco.

Vivono anche in terrritori attigui al Burkina Faso, abili scultori e fabbri, si dedicano principalmente alla coltivazione del miglio.

La pianta del villaggio rappresenta schematicamente la figura del corpo umano.
I Dogon furono studiati per la prima volta da Marcel Griaule che, nel famoso libro "Il Dio d’acqua", raccontò l’iniziazione ricevuta dall'Ogotemmeli, personaggio che gli aveva trasmesso i segreti della cosmogonia mitologica dogon rivelando, così, alla cultura europea, un mondo misterioso ed affascinante...

Nella cultura tribale africana dei Dogon, le tradizioni sacre più segrete sono basate su ipotetici contatti con esseri evoluti provenienti da un pianeta della stella Sirio, avvenuti prima del 3000 a.C.





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Il lungo viaggio della vita!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Venerdì, 29 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Considerazioni e Pensieri

 On the road ...

Mi cullo e mi trastullo nel pensiero di riprendere a viaggiare prima o poi, ma ora non è il momento ... un pò di problemini economici, più che la paura di viaggiare con  due bimbi ancora piccoli ... anzi quest'ultimo motivo non mi impedirebbe, da solo,  di viaggiare con loro.

Allora sogno... sogno il mio lungo viaggio della vita ! E penso ...

"Fino a quando le cose vanno bene, fila tutto liscio, si corre nella quotidianeità e si tralascia il senso che ha la vita in se stessa, quasi fosse scontato! Se invece, lungo questo magnifico viaggio che è la vita, ti capitasse di inciampare in un avvenimento più grande di te, allora la prospettiva cambia: non basta l'entusiasmo e la grinta per intraprendere "il viaggio", ma devi affrontare l'imprevisto, passo dopo passo".

E quello che mi sta capitando in questa particolare e sofferente tappa della mia vita ... apro il mio cuore a voi lettori di 100viaggi, per fare una considerazione ad alta voce ... una cosa è conoscere di un malattia tramite terzi, una cosa è vivere certe sofferenze sulla propria pelle. Penso che la prospettiva della percezione della vita cambia, quando una cara persona si ammala.


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Turismo responsabile ad Al Jaseera Socotra: esperienza di viaggio con il cuore e con l'anima...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Giovedì, 30 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Yemen

Trovo che sia essenziale per un viaggiatore conoscere, scoprire e provare forti emozioni, nel rispetto ed in armonia con il luogo che ci accoglie.

Sarebbe opportuno introdurre nel nostro vocabolario di viaggio parole come Turismo responsabile, ecoturismo, Turismo solidale!


Mi sento, quindi, di condividere con voi questo articolo di Gabriella che ci racconta, con il cuore e con l'anima, le sue esperienze personali di viaggio a Socotra e di come viverla, fornendo, oltretutto, dei preziosi ed utili consigli. 


"I have a dream…. Al Jaseera Socotra, l’isola di Socotra. Mi ci sono voluti 8 viaggi in Yemen per capire che Al Jaseera non era solo il nome della famosa televisione araba, ma la parola che in arabo significa, appunto, isola. Socotra per me è l’Isola.

Quando nel 2001 alla fine di un viaggio  nell’India del sud, Fabio amico e viaggiatore mi disse “la prossima meta sarà Socotra” la mia risposta fu” ma dove cavolo è Socotra??”.

Per scoprirlo ho dovuto aspettare 6 anni quando, nel marzo del 2007 io e Fabio decidemmo che fosse giunto il momento di partire per 3 settimane sull’Isola della Felicità.

Pare infatti che l’etimologia del nome Suqutra si possa collegare al sanscrito Dvpu Sukhatara, isola felice o Dvipa Sukhadhara, isola della felicità.

Partimmo un po’ da “figli dei fiori” alla ricerca di noi stessi e devo dire che Socotra si presta molto bene ad un viaggio dell’anima, un luogo dove la bellezza incontaminata, a volte anche aspra e difficile, riporta il vero esploratore in stretto contatto con la Natura e con Madre Terra.

Abbiamo avuto fortuna nel trovare Mohammed, la guida locale, che ci ha accompagnato tra le bellezze naturali uniche al mondo, tra la gente di montagna che vive nelle grotte, tra i pescatori che ci offrivano aragoste appena pescate.

Non voglio solo descrivere l’emozione che la gente e i magnifici paesaggi regalano a chi è in grado di viaggiare con il cuore aperto e neppure fare una semplice descrizione degli incredibili luoghi che la natura vi offre.

Vorrei invece offrire l’esperienza dei 6 mesi trascorsi sull’isola in meno di 3 anni a stretto contatto con le persone che vivono di turismo, venendo a conoscenza in maniera approfondita della loro cultura e delle loro problematiche.

Insomma vorrei dare il contributo di chi l’isola l’ha vissuta anche dalla parte della gente del luogo, sperando che i miei consigli possano farvi vivere la vacanza a Socotra nel modo migliore. 

... Il turista responsabile si informa in anticipo su situazione politica e su usi e costumi del paese che andrà a visitare e - una volta giunto a destinazione - si cala in quell’ambiente, facendosi partecipe di ciò che lo circonda, comportandosi nel rispetto delle tradizioni e della natura, assaporando cibi locali e interagendo con la gente del posto.
Un turismo equo nella distribuzione dei profitti, rispettoso delle comunità locali e a basso impatto ambientale comporta di ottenere un po’ di più dalle nostre vacanze offrendo un po’ di più ai paesi ospitanti.

Al contrario un turismo di massa può causare degrado ambientale, un consumo eccessivo delle risorse naturali, un'edificazione intensiva nonché la dispersione dell'identità culturale.

L'ecoturismo (o turismo ecologico o turismo natura) è una forma di turismo responsabile, in armonia con la natura e con il territorio.

Coloro che scelgono una vacanza ecologica scelgono di vivere in contatto con la natura, di tutelarne l'ambiente, le tradizioni e le culture locali.

Sono viaggiatori sensibili, curiosi e attivi, generalmente appassionati di escursioni, trekking, mountain bike, climbing, alpinismo e birdwatching, attività da alternare al relax e alla conoscenza delle tradizioni folkloristiche e gastronomiche locali.


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Scorci su Macchu Picchu dalla Puerta del Sol, Intipunku: L'Inca Trail in Perù dal km 104!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Lunedì, 23 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Perù

Eccoci sulla soglia della Puerta del Sol o Intipunku penultimo sito del sentiero ... da questo punto lo scorcio su Macchu Picchu è davvero indescrivibile, soprattutto se si raggiunge all'alba o al tramonto!

Da qui ci si impiega un'ora di cammino per raggiungere il sito inca più famoso e spettacolare di tutto il Sud America!

Ma facciamo un rewind, un  passo indietro ... :-D

Cuzco (a 3.326 m di altezza), la capitale archeologica delle Americhe, la città in assoluto più cosmopolita ed attraente del Perù. Nei sui dintorni  si parte per esplorare e visitare alcune zone estremamente belle:

  • escursione a Las 4 Ruinas,  ad 8 km da Cuzco, rovine di suggestivo interesse: Sacsayhuamàn, Qenko, Puca Pucara e Tambo Machay. La visita può essere fatta a piedi o a cavallo;
  • escursione Valle Sagrado a 15 km a nord di Cuzco: le rovine più interessanti sono quelle di Pisac e di Ollantaytambo. Caratteristico è anche il villaggio di Chinchero  dove, oltre alle rovine inca ed la chiesa coloniale di campagna, è anche possibile visitare il mercato molto pittoresco e particolare;
  • rafting sul fiume Urubamba. Noi non siamo riusciti ad organizzarlo, :-( , per mancanza di tempo;
  • Macchu Picchu: da Cuzco via Inca Trail, con varie opzioni di percorsi trekking potrete raggiungere il suggestivo sito archeologico, scoperto nel 1911, dallo storico americano Hiram Bingham.
L'escursione che abbiamo scelto noi è da effettuarsi almeno in 2 giorni  e prevede: 1°giorno facile trekking con pernottamento ad Aguas Calientes, 2°giorno visita alle splendide rovine.  

Ed eccoci pronti, io ed il mio gruppo, a raggiungere Macchu Picchu ma ricordo che, per chi volesse rinunciare a 4/5 ore di cammino, c'è la possibilità di pernottare ad Aguas Calienties, a prescindere dal trekking!

Quindi il nostro percorso inizia dal km 104, il Camino Sagrado ... e vi spiego brevemente i vantaggi ...


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Perito Moreno: un ghiacciaio che lascia senza fiato, nella Terra del Fuoco argentina!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Sabato, 21 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Argentina

C'è solo da prostrarsi di fronte a certe manifestazioni della natura ... ed alla vista del gigantesco ghiacciaio, Perito Moreno, in Patagonia Argentina, nella Terra del Fuoco, si rimane davvero senza fiato!

Perito Moreno è situato nella parte sud occidentale della provincia di Santa Cruz, nel Parco Nazionale de Los Glaciares, a 78 km della località turistica del Calafate: è solo uno dei 48 ghiacciai alimentati dal Campo del Hielo Sur, condiviso con il Cile, facente parte del sistema andino: si estende sul Lago Argentino (il lago più grande del paese) per 250 km² e 30 km di lunghezza.


Flickr : foto di Paul Keller

Questa meraviglia, 3° riserva mondiale di acqua dolce dopo l'Antartide e la Groenlandia, con un fronte di 5 km che si innalza a 60 metri di altezza sopra il Lago Argentino, è la principale attrazione turistica della zona ed è raggiungibile e visitabile durante il corso di tutto l'anno.

A differenza di altri ghiacciai, dove si producono soltanto distaccamenti, il Perito Moreno regala, alla vista del visitatore,  uno spettacolo impressionante ed unico: la rottura di immensi blocchi di ghiaccio.

Di fronte alla Penisola di Magellano, la parete di ghiaccio avanza finchè taglia a metà il Lago Argentino, bloccando il Canale delle Lastre e dando origine ad una diga naturale.

Lago Argentino

Le acque del braccio Rico salgono di livello e cominciano a fare pressione e ad erodere la massa di ghiaccio. La parete del ghiacciaio si scioglie nei suoi frammenti più deboli, attraverso i quali filtra l'acqua, fino a crollare con un fragore imponente: è il famoso fenomeno del ponte di ghiaccio!

Ma anche questo magnifico colosso argentino è sofferente per via del surriscaldamento globale, con la conseguenza che si è rimpicciolito notevolmente durante gli ultimi decenni: Greenpeace ha utilizzato alcune fotografie, comparando la sua estensione nel 1928 e nel 2004 ... vi lascio immaginare la differenza!

Fino a pochi anni fa era, infatti,  uno degli ultimi ghiacciai in costante crescita. Inverno dopo inverno, le pareti ghiacciate avanzavano conquistando una parte sempre più ampia della superficie del lago. Il ciclo durava 4 o 5 anni in media, ed ogni volta riprendeva la sua ostinata crescita da un punto più avanzato. L’ultima rottura, del Luglio 2008, fu ripresa con un video ...

Il Perito Moreno è, comunque e tuttora, uno dei pochissimi ghiacciai a conservare un ciclo di crescita ... un po' arretra ed un po' avanza... forse, ora, è un pò in affanno, ma respira ancora!



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Yemen: l'ultimo paradiso endemico a Socotra, L'Isola Felice!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Giovedì, 5 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Yemen

E' entusiasmante cavalcare l'onda di un viaggio,  andare alla ricerca di nuove emozioni …  è per questo che vi presento su un piatto d'argento una destinazione non ancora raggiunta dal turismo di massa, insomma pane per i denti del viaggiatore appassionato


Voliamo nello Yemen  … dal 1997 l’ecoturismo ha subito un’incredibile impennata, grazie alla costituzione di uno speciale programma di sviluppo, da parte del governo yemenita in cooperazione con l’United Nations Development Programme (UNDT).

Tra i 10 itinerari individuati in Yemen, considerati di rilevante interesse culturale ed ecoturistico, spicca l’Isola di Socotra (3.625 km²), dichiarata area protetta dal 2000.

Il prezioso arcipelago di cui fa parte Socotra (insieme ad Abd al-Kuri, Darsa, Samha ed alcuni scogli disabitati),  dal 2008 è  patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.  Sebbene sia situato nell'oceano indiano, ad un passo dal Corno d'Africa (300 km dalla costa somala) è entrato a far parte dello Yemen unificato  nel 1990, da cui dista 350 km.

L'Isola Felice (dal sanscrito Dvpu Sukhatara) è un vero e proprio paradiso: rimasta inaccessibile e sconosciuta per secoli, ha preservato specie di animali e vegetali che in altre parti del globo risultano estinte. 

Il susseguirsi di eventi che l'hanno gradualmente allontanata dall'isolamento è scritto nella storia: prima protettorato britannico poi, fino al 1967,  base della marina sovietica e comunque irraggiungibile via aereo fino al 2002.

Al Hajarah - Yemen

Giusto per rendervi l'idea ... da Wikipedia leggo che: "il 37% delle 825 specie di piante sono uniche al mondo". Tra queste spiccano la Rosa del Deserto  (Adenium obesum sokotranum) ed Il Sangue di Drago (Dracena cinnabari) che cresce solo in questi luoghi ed è il simbolo dell'isola

"Così come unici al mondo sono il 90% dei rettili e d il 95% dei serpenti di terra. La popolazione aviaria comprende 192 specie, 44 delle quali vivono sempre sull'isola, mentre 85 sono uccelli migratori (in parte a rischio di estinzione). In mare si contano 253 specie di coralli che danno vita ad una barriera, 730 specie di pesci e 300 granchi, aragoste e gamberetti".



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Inseguendo per il mondo gli appuntamenti 2010 di deltaplano e parapendio

Scritto da LDN - 100viaggi • Venerdì, 29 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Austria, Brasile, Grecia, Italia, Portogallo, Stati Uniti, Turchia

Per il volo libero in deltaplano e parapendio si annunciano tempi di assoluto impegno dal punto di vista organizzativo e come mantenimento del primato mondiale conquistato dai piloti azzurri. L’Italia sta al vertice internazionale per i tanti titoli vinti, primi fra tutti i quattro mondiali di deltaplano, ala flessibile ed ala rigida, a squadre ed individuale, grazie al trentino Alex Ploner questi ultimi.

La scorsa estate il romano Andrea Iemma ai WAG 2009, cioè i giochi mondiali dell’aria, ha conquistato la medaglia d’oro in acrobazia. Nel parapendio l’Italia ha vinto la superfinale di Coppa del Mondo a Poggio Bustone (Rieti), è vice campione del mondo e terza agli europei.

Grazie a questi titoli ed ai piazzamenti internazionali dei nostri piloti, siamo volati in testa alla classifica per nazioni.

I prossimi appuntamenti ci vedranno competere in aria e protagonisti a terra come organizzatori: dal 30 luglio al 8 agosto 2010 nel sito del Monte Cucco (Sigillo, Perugia) l’Italia organizzerà i pre-mondiali di deltaplano, evento staffetta dei campionati del mondo che ospiteremo nella stessa località e periodo l’anno successivo.


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