Viaggiare: lo spazio di una vacanza

I primi rituali collettivi risalenti a 12.000 anni fa, nella grotta di Hilazon Tachtit in Israele.

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 2 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Israele

Quanto interessante e coinvolgente può essere un viaggio se c'è anche la componente archeologica a coinvolgerci? Date uno sguardo ad  Il Fatto Storico, un blog quotidiano di storia ed archeologia, da cui mi piace trarre quà e là, qualche notizia sugli scavi archeologici per il mondo...


Ad esempio ... lo sapevate che in Israele  gli archeologi stanno scavando, nella grotta di Hilazon Tachtit,  un grande sito funebre di cultura natufiana, risalente a  circa 12.000 anni fa?

In totale il sito contiene, in tre fosse comuni,  almeno 27 corpi umani (tra cui  bambini), numerosi utensili ed ossa di animali.

Al centro della grotta sono state trovate due cavità: in una erano presenti le ossa macellate di almeno 3 uri (gli antenati selvatici dei moderni buoi), nell’altra sono stati rinvenuti i resti di 71 tartarughe, le cui corazze vennero rotte per rendere più “accessibile” la carne. Di più: alcune di queste erano anche bruciate, il che fa presupporre che furono cotte.


Nelle cavità di Hilazon Tachtit sono, inoltre, stati ritrovati il corpo di una donna dell'età approssimativa di 45 anni (alta circa 1,5 metri) insieme ad altri due corpi probabilmente appartenuti a donne ed un feto.

Le ricerche hanno già rivelato che la 45enne è la più antica sciamana conosciuta, sepolta 12.000 anni fa in Galilea.

Era un'esponente della cultura natufiana, fiorita fra i 15.000 e gli 11.600 anni fa, nell'area che oggi comprende Israele, Giordania, Libano e forse Siria.

La donna, che aveva probabili malformazioni congenite che l’avrebbero costretta a zoppicare per tutta la vita,  sarebbe morta per cause naturali. 

Venne sepolta insieme ad un piede umano tagliato e ad uno strano assortimento di ossa animali, tra cui il bacino di un leopardo, l’ala di un’aquila e il cranio di una faina.

La sua tomba è un tesoro del passato che racchiude le testimonianze dei primi rituali collettivi: servivano a celebrare i morti ma anche a favorire i rapporti di buon vicinato.



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Zante o Zacinto ... il "Fiore di Levante" della Grecia!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Domenica, 1 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Grecia

Navagio

Eccola qui Zante, meglio nota con il nome Zacinto, era così che veniva chiamata dai poeti del passato, tra cui  il nostro Ugo Foscolo! E' la terza isola greca, per grandezza, delle isole ionie (406 km²). Dista 9,5 miglia marine dalla costa del Peloponneso ed è situata a 300 km ad ovest di Atene.

Soprannominata Il "Fiore di Levante", l'isola presenta imponenti coste  rocciose e spiagge di sabbia dorata, una fitta e verde vegetazione ed il turista, nel sceglierla per la sua vacanza, può decidere  di partire da maggio fino alla fine di ottobre, perchè la stagione estiva a Zante è particolarmente lunga.

Le sue coste, nei mesi estivi, sono bagnate da acque caldissime e questo è stato motivo di attrazione da  parte delle simpaticissime tartarughe Caretta-Caretta che hanno scelto il loro luogo di riproduzione nel sud dell'isola, al pari della foca Monachus Monachus che si può incontrare nelle scoscese e rocciose coste occidentali. Tali eccelse presenze hanno suscitato l'interesse internazionale e, nel dicembre del 1999, è stato istituito il primo parco nazionale marino della Grecia

Come raggiungere l'isola

in aereo da Atene: con voli giornalieri della durata di 45 minuti e voli charter per tutto il periodo estivo da e per molte città europee, tra cui, ovviamente l'Italia. Esistono, inoltre voli che collegano Zante a Cefalonia (30 minuti), Corfù (2 ore) e Salonicco (3 ore e 10 minuti);

in nave dall'Italia: con compagnie di navigazione italiane e greche con partenza da Trieste, Venezia, Ancona, Bari e Brindisi che arrivano fino a Patrasso e Killini. Da Killini partono i traghetti per Zante (1 ora 1/2 di traversata). E' possibile raggiungere Zacinto anche da Cefalonia (distanza 1 ora). 

Da Zacinto, inoltre, c'è la possibilità di visitare numerosi isolotti disabitati: nel golfo di Laganas ci sono Pelouzo e Marathonissi, mentre 27 miglia nautiche a sud dell'isola troviamo le Strofadi (Arpia e Stamfani) e St. John (di fronte a Porto Vromi).  

Gli itinerari che vi porteranno alla scoperta di Zante sono numerosi : uno dei più suggestivi vi farà scoprire la Zante "selvaggia", quella a Nord-Est ... ossia ...




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Il Parco Nazionale della Chapada Diamantina - Brasile

Scritto da LDN - 100viaggi • Martedì, 8 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Brasile

Torniamo a parlare del territorio nord-orientale del Brasile e con precisione dello splendido Parco Nazionale della Chapada Diamantina. Per dirla in altre parole, un vero paradiso naturale.
Situata nel cuore di Bahia, la Chapada Diamantina è composta da montagne, chapadões, fiumi, torrenti, cascate, caverne e pozzi d’acqua di una trasparenza impressionate. Questo luogo vanta innumerevoli sorgenti che sgorgano in maniera tumultuosa dalle pareti rocciose dando vita a ben trentacinque fiumi – i più grandi sono il Paraguaçu e il Rio Preto.

Chapada Diamantina - Bahia
Foto di Glauco Umbelino

La geologia è impressionante e i dislivelli che costituiscono l'ambiente favoriscono una biodiversità incredibile, caratterizzato da diverse forme di vegetazione; inutile dire che la fauna è particolarmente ricca e sono moltissime le specie che possono essere viste con facilità. Colibrì, periquitos, pappagalli, capibara e lucertoloni. Ospiti, si trovano anche piccoli roditori conosciuti come mocós e qualche esemplare di grandi mammiferi minacciati di estinzione, come la onça-pintada e la suçuarana (felidi).

Chapada Diamantina
Foto di Glauco Umbelino

Le attrazioni della Chapada Diamantina sono così tante che è difficile scegliere quale raccontare. Una di esse è il famosissimo Pozzo Incantato, oramai icona della Chapada Diamantina. La sua particolarità - è che ha reso questa location famosa - sono i raggi solari che penetrano fin nel suo profondo dalle ore 10:30 alle ore 12:30. Grazie a questo evento è possibile vedere – attraverso l’acqua di un profondo azzurro turchino – i sassi depositati a 61 m di profondità.


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Le grotte di Postumia in Slovenia

Scritto da LDN - 100viaggi • Lunedì, 7 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Slovenia

Le Grotte di Postumia (Postojna) in Slovenia sono una delle destinazioni imperdibili da visitare assolutamente per chi cerca luoghi limitrofi all'Italia.
Sebbene nel nostro paese non manchino grotte spettacolari da visitare, quelle di Postumia sono tra le più noti al mondo.

Grotte Postumia Slovenia
Foto di dokiai

Quelle di Postumia si sviluppano in un intrecciarsi di 20 chilometri di gallerie e sale con concrezioni calcaree davvero spettacolari e meravigliose.
In 188 anni sono state visitate da più di 31 milioni di visitatori, accompagnati da guide esperte. Si tratta della più grande cavità del Carso classico e allo stesso tempo anche la più visitata grotta turistica d’Europa.

Grotte Postumia Slovenia
Foto di Iversonic

Già nel 1872 le grotte furono dotate di binari per far correre un trenino e accompagnare agevolmente i visitatori nelle stanze più belle e già nel 1884 illuminazione diventò elettrica.
Così oggi le grotte si visitano, nella parte iniziale, con un trenino elettrico e grazie all’illuminazione elettrica potrete ammirare la grandezza e la grandiosità del mondo sotterraneo, dove la storia geologica si legge in una chiave diversa.


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