Viaggiare: lo spazio di una vacanza

Zimbabwe selvaggio, un "cantuccio" africano meraviglioso!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Lunedì, 22 aprile 2013 • Commenti 1 • Categoria: Zimbabwe

Un paese con un fascino indescrivibile… 

Stretto tra Zambia, Mozambico, Sudafrica e Botswana, lo Zimbabwe (ex Rhodesia) non ha sbocchi al mare ed è attraversato dal fiume Zambesi che da vita alle spettacolari Cascate Vittoria.

Cascate Vittoria viste da National Geographic

Il clima è tipicamente tropicale con due stagioni distinte: quella secca da aprile a ottobre e l'altra piovosa tra novembre e marzo. Più del 10% della superficie è  occupata da 11 parchi nazionali, tra cui l’Hwange National Park,  il Matobo National Park, Mavuradonha e Mana Pools National Park.

Sono i paradisi selvaggi del paese africano, da scoprire anche in campeggio di notte, non dimentichiamo che i migliori servizi fotografici del National Geographic hanno per soggetto i paesaggi dello Zimbabwe.

Le famosissime Cascate Vittoria, la natura selvaggia ed incontaminata, ricca di flora e fauna, tra le più rinomate dell'Africa, per varietà e rarità delle specie protette, il centro dinamico di Harare ...

La storia e la cultura, le rovine medievali di Great Zimbabwe, il sito archeologico da cui prende il nome. Gli studi archeologici hanno dimostrato che Great Zimbabwe era un centro religioso e una capitale amministrativa di grande importanza.

Dzimba Dzembabwe, le case di pietra a forma di torri cilindriche, erano abitate da una società di 2.000 persone che parlavano lo Shona e che fra il XII e il XV secolo avevano accumulato ingenti ricchezze.
Il complesso archeologico si estende su 270 ettari e bisogna assolutamente dedicarvi una giornata per apprezzarne la vastità. 

Gli Ndebele e gli Shona sono le due etnie principali dello Zimbabwe, i primi, grazie al forte senso di identità sociale ed al valore attribuito ai legami di parentela, sono riusciti a mantenere le proprie tradizioni…

Ed a proposito di Ndebele…


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Nuova Zelanda tra parchi di ogni genere e grandezza: le bellissime Pankake Rocks!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Giovedì, 27 dicembre 2012 • Commenti 0 • Categoria: Nuova Zelanda

Nuova Zelanda, un nome che suggerisce e riporta subito alla mente terre lontane, vergini, incontaminate. Un arcipelago che per lunghissimo tempo è rimasto isolato, non toccato dalla mano dell’uomo, ed ha permesso alla sua natura di crescere libera, rigogliosa e salvaggia, un autentico regno delle meraviglie che ancora oggi, nonostante l’arrivo e le trasformazioni attuate dall’uomo negli ultimi due secoli, conserva una fauna e una flora peculiari, introvabili in nessun’altra parte del mondo.

Lago Tekapo

In questo meraviglioso paese sono presenti un numero altissimo di parchi nazionali protetti, in tutto 14, istituiti a partire dal 1887 per preservare il patrimonio faunistico e floreale neozelandese, mantenendolo intatto nel suo stato originario. Uniche eccezioni sono i percorsi di trekking e qualche capanna per i turisti, ma sono luoghi in cui si può entrare gratuitamente visto che non sono a scopo di lucro.

Vi sono, poi, 20 parchi forestali, aree naturali che, a differenza dei parchi nazionali protetti, sono sfruttabili per trarre risorse e materie prime. Per non parlare, inoltre, delle 28 riserve marine in cui è assolutamente vietata la pesca e dei 4 Parchi Marittimi. Ma la lunga lista non è finita qui perchè bisogna aggiungere quasi 4.000 parchi regionali e riserve di vario tipo, che costituiscono una grande ricchezza per tutta la Nuova Zelanda, sia dal punto di vista dell’ambiente che da quello turistico.

Il parco nazionale più antico e riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità è il Tongariro National Park, nell’Isola del Nord. Su scala mondiale, è il quarto ad essere stato istituito, e si estende per circa 800 kmq di ampiezza, all’interno del Distretto di Ruapehu e in una porzione del Distretto di Taupo, a metà strada tra le due città principali, Auckland e Wellington. Ha un clima temperato e ospita le montagne sacre dei Maori, nonché i vulcani Tongariro, Ngauruhoe e Ruapehu. Il parco è assai popolare per chi ama il trekking, l’alpinismo e gli sport invernali come lo snowboard e lo sci, ospita cinquantasei specie diverse di uccelli e le uniche due specie di pipistrelli neozelandesi presenti nell’isola.

Tongariro National Park


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Prossima meta il Congo, per degli "incontri ravvicinati di un certo tipo"...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Venerdì, 6 maggio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Congo

Ci troviamo, nuovamente, nel grandioso continente africano, questa volta in Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), vasto Stato dell’Africa Centrale. Il bacino congolese si presenta come un'enorme conca dominata dal fiume omonimo e contornata da altipiani che, nella zona dei laghi, raggiungono importanti altitudini. Degno di nota il gruppo vulcanico del Virunga (4.517 m) mentre, di parchi nazionali vi è solo l'imbarazzo della scelta ...

Il Parco dei Vulcani, Il Parco Nazionale di Kahuzi-Biega, quello di Kundelungu nel Katanga, con al suo interno le cascate Lofoï, le più belle dell'Africa, il Parco di Rwindi ...Tra flora, fauna ed infiniti paesaggi, la natura offre uno spettacolo fantastico di colori ...

"La sveglia è puntata alle cinque, ma sicuramente non suonerà; sono le quattro e mezzo e sono già sveglio. L’eccitazione non mi permette di riprendere sonno e il mio cuore pompa già una miscela di sangue e adrenalina. Questo giorno lo aspettavo da tempo, me lo sono immaginato tante volte, con la mente l’ho già vissuto più e più volte e l’essere qui mi sembra tutto sommato ancora incredibile..."

E' l'inizio del resoconto di viaggio di Christian Roveda ... mi sono emozionata profondamente nel leggerlo e vorrei condividere i frammenti più salienti con voi, il testo integrale di questa sua insolita ed adrenalitica avventura lo trovate sul suo blog.

"Il luogo è Kisoro, l’obiettivo sono i Gorilla di Montagna. Ci sono cose su cui uno fantastica per anni e quando riesce a raggiungerle rimane stupito.

L’ultima mezz’ora prima della sveglia la passo ripensando agli scatti da realizzare, primi piani, i particolari di mani e piedi, l’interazione tra i gorilla e qualche ampia visuale da grandangolo per immergersi nella scena, senza dimenticare di smettere di fotografare e vivere il momento, ho solo un’ora, probabilmente unica e irripetibile e non posso sprecarla interamente a fotografare.

Da tempo ho imparato che in alcuni casi bisogna mettere da parte la macchina fotografica e godersi certe esperienze ...

Un soldato armato si avvicina con i nostri passaporti, ce li distribuisce e dice che sarà lui l’incaricato di farci da scorta armata per il nostro tragitto in Congo.

In effetti, la situazione non è delle più tranquille, l’esercito ugandese è riuscito a scacciare i ribelli dal loro territorio che si sono rifugiati in Congo, portando scompiglio nei territori di confine e tra la gente comune ...

S forma il convoglio con scorta dell’esercito che ci porterà sul luogo dove partirà il nostro trekking per poter andare a vedere i gorilla di montagna. Scordatevi le strade asfaltate, nell’Africa centrale molto difficilmente se ne incontrano ed infatti non è il nostro caso ...

All’improvviso i nostri mezzi si fermano e l’autista ci fa scendere: siamo arrivati. Un guardia parco ci accoglie e inizia a farci un briefing su quello che ci accadrà oggi, su come comportarci, su cosa fare e soprattutto non fare.

Le regole principali sono:

  • stare ad almeno sette metri dai gorilla;
  • non fissarli intensamente negli occhi, lo ritengono un gesto di sfida, e nessuno   sano di mente sfiderebbe un gorilla …;
  • ricordarsi che in ogni caso sono animali selvatici e perciò imprevedibili e pericolosi;
  • non mangiare, bere o fumare durante l’incontro;
  • evitare di parlare ad alta voce;
  • indossare la mascherina che ci sarà fornita per evitare di passare malattie ai primati.

I gorilla di montagna sono solo 700 al mondo, sparsi tra Uganda, Rwanda e Congo.



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Il Parco Nazionale della Chapada Diamantina - Brasile

Scritto da LDN - 100viaggi • Martedì, 8 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Brasile

Torniamo a parlare del territorio nord-orientale del Brasile e con precisione dello splendido Parco Nazionale della Chapada Diamantina. Per dirla in altre parole, un vero paradiso naturale.
Situata nel cuore di Bahia, la Chapada Diamantina è composta da montagne, chapadões, fiumi, torrenti, cascate, caverne e pozzi d’acqua di una trasparenza impressionate. Questo luogo vanta innumerevoli sorgenti che sgorgano in maniera tumultuosa dalle pareti rocciose dando vita a ben trentacinque fiumi – i più grandi sono il Paraguaçu e il Rio Preto.

Chapada Diamantina - Bahia
Foto di Glauco Umbelino

La geologia è impressionante e i dislivelli che costituiscono l'ambiente favoriscono una biodiversità incredibile, caratterizzato da diverse forme di vegetazione; inutile dire che la fauna è particolarmente ricca e sono moltissime le specie che possono essere viste con facilità. Colibrì, periquitos, pappagalli, capibara e lucertoloni. Ospiti, si trovano anche piccoli roditori conosciuti come mocós e qualche esemplare di grandi mammiferi minacciati di estinzione, come la onça-pintada e la suçuarana (felidi).

Chapada Diamantina
Foto di Glauco Umbelino

Le attrazioni della Chapada Diamantina sono così tante che è difficile scegliere quale raccontare. Una di esse è il famosissimo Pozzo Incantato, oramai icona della Chapada Diamantina. La sua particolarità - è che ha reso questa location famosa - sono i raggi solari che penetrano fin nel suo profondo dalle ore 10:30 alle ore 12:30. Grazie a questo evento è possibile vedere – attraverso l’acqua di un profondo azzurro turchino – i sassi depositati a 61 m di profondità.


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Sudafrica: alla ricerca dei Big Five con la Caccia "verde"...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 2 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Sud Africa

Ci troviamo, nuovamente, nel meraviglioso scenario sudafricano e questa volta vi vorrei  proporre una vacanza all'insegna della "Caccia Verde".

"Cacciatori ed ecologisti si sono comportati finora come cani e gatti, ma alla fine hanno trovato un punto d’incontro. La caccia “verde” realizza la sinergia tra lo sport della caccia e i limiti imposti dalla protezione ambientale: si può sparare alla fauna selvatica contribuendo alla ricerca e alla gestione della stessa.

Proposta dal dr. Paul Bartels, direttore del Centro per la Protezione della Fauna selvatica come risorsa biologica, che fa parte dell’Ente Giardini zoologici nazionali, la caccia verde richiede capacità e precisione molto maggiori di quelle necessarie quando si spara con un fucile. Nel caso delle freccette, non solo occorre tirare sull’animale  a distanza ravvicinata ma una volta colpito questo può diventare imprevedibile, imbizzarrendosi o caricando. 

Tuttavia, il senso dell’avventura implicito nella caccia verde la rende sempre più popolare presso i cacciatori tradizionali.

Codice etico

Gli animali da colpire con freccette vengono selezionati per specifici scopi scientifici o per ricerche, mai per ragioni commerciali. Le ragioni possono essere: lo spostamento di animali in un nuovo ambiente; l’inserimento di elementi identificativi all’orecchio o di microchip; raccolta di campioni di sangue e tessuti, posa di collari con radio per monitorare i movimenti dell’animale;e operazioni chirurgiche o trattamento di ferite.

Gli animali più frequentemente analizzati e quindi colpiti con freccette sono i cosiddetti "Big Five" rinoceronti bianchi ma anche leoni, leopardi, bufali ed elefanti sono regolarmente “cacciati”. Per il momento, dalla “caccia verde” sono esclusi i rinoceronti neri.


Chi può cacciare?

La maggior parte dei cacciatori “verdi” sono i cacciatori professionali che vedono in questa operazione un modo per rendersi utili alla causa della protezione della fauna. La caccia verde può essere aperta anche a clienti individuali o a gruppi, sempre a determinate condizioni.


Caccia individuale

Nella caccia individuale, chi tira materialmente è il cliente, sotto la supervisione di un cacciatore professionale e di un veterinario; la caccia viene organizzata su prenotazione e iscrizione presso un ente autorizzato. L’organizzatore deve acquisire i diritti di tiro sull’animale prima di poterne disporre commercialmente e deve mantenere sul posto professionisti esperti, in grado di condurre la caccia. Talvolta è richiesta la presenza di un pilota di elicottero. Infine, il cliente cacciatore deve essere stato addestrato in precedenza nella pratica del tiro col fucile a freccette e informato su tutti gli aspetti della caccia verde, perchè la sicurezza dell’uomo e dell’animale vengono prima di ogni altra considerazione.



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Il Sudafrica: 10 aree da perlustrare nel Northern Cape ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 27 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Sud Africa



Siete alla ricerca di nuove ed eccitanti esperienze di vacanza? Sognate un viaggio d’avventura nella natura incontaminata, o siete piuttosto il tipo di esploratore culturale che ricerca  emozioni musicali o culinarie? Il Sudafrica  allora è  la vostra meta, il luogo dove tutto è possibile...

Perciò non cambiate il vostro sogno di una vacanza fuori dell’ordinario ma piuttosto cambiate la meta del vostro viaggio. Rimarrete comunque attoniti di fronte a paesaggi, soprattutto sulla costa, che richiamano molto i paesaggi del Nord Europa ...

E se avete in programma una visita al Northern Cape ... ecco, qui di seguito, una lista di 10 parchi e/o riserve naturali che incarnano il lato più selvaggio della natura sudafricana, a contatto con la fauna selvatica!


Parco trasfrontaliero Kgalagadi

Questo megaparco, si trova a cavallo tra il Sudafrica e il Botswana: è la prima riserva faunistica e naturale transfrontaliera dell’Africa. Con un’area di 36.000 kmq, ospita leoni dalla criniera nera, leopardi, ghepardi, antilopi e più di 280 specie di uccelli.


http://www.sanparks.org/parks/kgalagadi/



Parco nazionale Ais Ais/Richtersveld

Il deserto montagnoso del parco, unico nel suo genere, ospita, in un ambiente di squisiti paesaggi lunari, l’antilope capriolo grigia, il cefalofo, il raficero, il cudù, la zebra di montagna, il babbuino, il leopardo.


http://www.sanparks.org/parks/richtersveld/



Parco nazionale delle cascate Augrabies

Conosciuto come il “luogo del grande rumore”, il Parco nazionale delle cascate Augrabies è un santuario faunistico di 280 kmq, famoso per la grande varietà di specie protette tra le quali il rinoceronte nero a rischio di estinzione.


http://www.sanparks.org/parks/augrabies/




Parco nazionale Namaqua

L’intera regione del Namaqua, fondamentale per la conservazione della biodiversità, ospita una ricchissima fauna. Vi si trovano leopardi, antilopi, babbuini e moltissime specie di uccelli.


http://www.sanparks.org/parks/namaqua/



Parco nazionale Vaalbos

Questo Parco, situato lungo il fiume Vaal, è rinomato per la presenza di una ricca fauna selvatica che include il rinoceronte, il bufalo, l’antilope alcina, l’alcelafo rosso e il tsessebe.


http://www.sanparks.org




Riserva naturale Witsand

Una destinazione naturalistica davvero notevole! Un vero e proprio  paradiso degli uccelli: tra questi spiccano lo pterocle o ganga delle sabbie del Namaqua, il socievole tessitore e il falco pigmeo.


http://www.witsandkalahari.co.za/





Riserva Tswalu Kalahari

Ospita 70 specie di mammiferi, incluso il leone, il ghepardo, il rinoceronte nero del deserto, l’antilope nera e l’antilope equina. Vi si trovano inoltre più di 200 specie di uccelli.


http://www.tswalu.com/



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La Elephant Coast nel KwaZulu-Natal

Scritto da LDN - 100viaggi • Martedì, 20 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Sud Africa

La Elephant Coast nel KwaZulu-Natal sudafricano è una destinazione ecoturistica in ogni senso della parola.
E’ ben nota per i suoi sforzi nel campo della conservazione delle zone umide e della fauna selvatica, punti di forza del turismo della Elephant Coast.


Le attività più popolari della Elephant Coast sono volte al rispetto dell’ecologia: tra queste, l’osservazione dei Big Five, escursioni e passeggiate nella natura, immersioni subacquee e ricerca delle tartarughe marine.

La Elephant Coast del KwaZulu-Natal ospita due tra le maggiori istituzioni sudafricane di protezione dell’ambiente: il Parco iSimangaliso Wetland e il Parco Hluhluwe-Imfolozi.

Il Parco iSimangaliso si estende per 220 km dal capo St Lucia al confine mozambicano ed è un sito Patrimonio dell’Umanità.
E’ dominato dal lago St Lucia e dall’estuario St Lucia, con la sua intricata rete di laghi costieri, dune, foreste subtropicali, acquitrini e ambienti umidi che costituiscono un porto sicuro per la fauna e la flora locali.


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Kosterhavet - Svezia - il più ricco parco nazionale marino

Scritto da LDN - 100viaggi • Lunedì, 19 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Svezia

Il 9 settembre è stato inaugurato il primo parco nazionale marino svedese: Kosterhavet.

Due ore a nord di Göteborg intorno alle due isole Koster si trova l’area marina più ricca della Svezia in termini di biodiversità.

Il nuovo Parco marino di Kosterhavet in Svezia

Kosterhavet è il 29.mo parco nazionale svedese e copre un’area di circa 400 kmq, 390 dei quali si trovano sotto la superficie dell’acqua.

Il fiordo di Koster-Väderö si estende in un’area caratterizzata da un’estrema ricchezza di flora e fauna marine: ospita infatti più di 300 diverse specie animali e vegetali che non si trovano da nessun’altra parte del Paese, tra cui persino alcune barriere di corallo d’altura, appartenente alla specie Lophelia Pertusa, oltre ad alcuni brachiopodi e spugne (Poriferi).


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Uno "skywalk" a forma di ferro di cavallo, a strapiombo sul Grand Canyon: strabiliante e da non perdere!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Mercoledì, 30 settembre 2009 • Commenti 1 • Categoria: Stati Uniti

"Le vertigini sono il conflitto tra la paura ed il desiderio di cadere"

Salman Rushdie




A volte le parole non bastano a descrivere le emozioni di queste foto! Se capitate da queste parti non perdetevi il brivido di ammirare il Gran Canyon dall'alto dello Skywalk ... costi quel che costi!


Qui di seguito riporto l'interessante link e le foto del post in inglese da me tradotto in italiano: pixdaus

L'imponente Sky walk nel Gran Canyon, è accessibile ai visitatori dal marzo del 2007 e permette di "ammirare il panorama mozzafiato" al di là ed attraverso il pavimento di vetro da un'altezza di 4000 ft (1.200 m). L'unico inconveniente? Non sono ammesse macchine fotografiche, bisogna solo riuscire a conservare le immagini nei ricordi ... ma siccome non tutti sono in grado di farlo ... c'è chi riesce ad immortalare il momento fotografando di nascosto, noi siamo riusciti nell'intento!


I visitatori indossano scarpe con una stravagante protezione al fine di non graffiare il vetro su cui camminano:



Image: Heather King


Sospesi nel cielo:



Image via sedonablog

Spacciata come la "nuova meraviglia architettonica del mondo" lo Skywalk è una passerella di vetro che si estende per  21 metri oltre l'orlo del Canyon. Si tratta di 3 metri di larghezza con recinzioni di vetro alte 1,5 m. Per garantirne la sicurezza sono state inserite, nella parete del canyon, 14 m di travi d'acciaio. Anche se la costruzione potrebbe teoricamente  reggere il peso di diverse centinaia di persone, sono ammessi solo 120 visitatori alla volta.


L'anello nel cielo:


Image via the canyon






Image via biker.ie

Certo per coloro che si chiedono come mai non è  permesso di riprendere dall'alto dello Skywalk la risposta sta nel fatto che si possono comprare le fotografie turistiche a 25 $ a stock. Questo sarebbe il "piccolo extra "da pagare, oltre la tassa di 25$ per accedere a tale "attrazione da brivido" + 10$ di bus da prendere per raggiungere la località in questione (se non si ha una macchina a seguito) ed, infine, il pacchetto turistico che oscilla tra i 54$ ed i 213$! E' la crudele legge della speculazione!



Image via freakingnews


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L' elefante in Sri Lanka è venerato e rispettato! Ma sarà proprio vero? Dalle ultime notizie non sembrerebbe ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 11 agosto 2009 • Commenti 2 • Categoria: Sri Lanka


L'elefante da più di 2000 anni è il re degli animali in Sri Lanka. La sua immagine appare ovunque, la sua presenza è indispensabile.  Considerato animale sacro, viene molto spesso addomesticato  e coinvolto  nelle più importanti ricorrenze religiose. Tra le varie processioni annuali dell'isola (Perahera),  sicuramente quella più suggestiva è la Esala Perahera che si svolge a Kandy tra luglio ed agosto (le date di svolgimento dipendono dal calendario lunare).



Per 11 notti consecutive si può assistere alle processioni di 100 elefanti che, per tale  ricorrenza, vengono lavati e strigliati con cura, riccamente abbelliti con tessuti pregiati e drappi colorati. Giocolieri, danzatori e suonatori di tamburi sfilano dietro ed accanto a loro nella lunga parata. Il momento culminante del Festival è di certo il trasporto della reliquia del dente di Buddha, racchiuso in uno scrigno tempestato di perle, rubini e diamanti , contenuto in 6 ulteriori scrigni e trasportato sul dorso dell’elefante prescelto  in giro per tutta la città.

Se si vogliono vedere tanti elefanti tutti assieme lo Sri Lanka è proprio il posto giusto, forse unico al mondo!



L’Orfanotrofio di Pinnawela
sorge all’interno di un meraviglioso parco di 25 ettari di superficie, a 45 km da Kandy e ad 90 km da Colombo. E' stato creato volutamente dal governo nel 1975 per soccorrere ed ospitare tutti quegli elefanti rimasti orfani nella giungla. Tra di loro fanno parte anche quei pachidermi feriti dagli ordigni delle guerriglie Tamil: c’è chi ha perso una zampa per aver calpestato una mina o chi è cieco e necessita di  attenzioni continue da parte del personale del parco.

Sono  110 le persone che lavorano solo per assicurare l'approvvigionamento alimentare quotidiano, cogliendo dalle palme le foglie necessarie per i loro pasti. Ogni giorno sono necessari 14.000 kg di cibo per gli ospiti dell'orfanotrofio. La struttura è finanziata dal governo e dai biglietti che i turisti pagano per accedervi.



Quando l’Orfanotrofio è stato aperto ospitava solo 7 esemplari, nel 1984 nacque nel Parco il primo cucciolo di elefante. Attualmente ospita oltre 60 esemplari tra adulti e cuccioli. Ad occuparsene con cura ed amore i loro guardiani, i Mahout,  i quali per 2 volte al giorno li conducono a fare il bagno sulle rive del fiume “Maha Oya”.

Particolarmente divertente è vedere giocare i più piccini nel fiume: utilizzano le loro proboscidi per schizzarsi a vicenda!  Il momento dei pasti è altrettanto tenero: è possibile vedere ed accarezzare alcuni di loro mentre prendono il latte dal biberon!




L'elefante è sacro in Sri Lanka, è venerato, accudito e rispettato per tradizione! Ma ahimè tale affermazione non è del tutto vera: il governo, ultimamente, sembrerebbe essere incappato in una sconvolgente contraddizione! Io stessa sono rimasta senza parole leggendo l'articolo ...


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"Arriva in Portogallo da straniero, riparti da amico ..." così dice un antico proverbio portoghese!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 4 agosto 2009 • Commenti 0 • Categoria: Portogallo
Il prossimo anno ho deciso che passerò le mie vacanze in Portogallo, ma vorrei potermi creare un itinerario su misura e non è facile perchè ho qui una lunga lista di posti da vedere  ...


... e mentre leggete questo post fatevi cullare dalle dolci e terapeutiche note dei Madredeus: l'istinto mi dice che la loro musica rappresenta esattamente l'atmosfera che respirerò mettendo piede in questa parte di estremo occidente europeo, con le sue particolari città, gli angoli infiniti che si perdono nei paesaggi di montagna, nelle sperdute valli, nelle scogliere a picco sul mare, nelle spiagge dorate e dove il tempo sembra meravigliosamente fermarsi...



Lisbona, sulle rive del fiume Tago,  non può di certo mancare nella  mia tabella di marcia: ricca di tradizione e monumenti artistici, a testimonianza dei suoi secoli di storia gloriosa. Passeggerei per i suoi caratteristici quartieri  e salirei su uno dei suoi 7 colli per ammirarne il panorama immaginandomi la sua ricostruzione,  avvenuta grazie alle ricchezze accumulate dai colonizzatori portoghesi in India ed in Africa, dopo il disastroso terremoto del 1344.

Dovrei fare una cernita tra le numerose città portoghesi, perchè in sole 2 o 3 settimane di tempo non  sarà possibile visitarle tutte, a meno che non faccia toccata e fuga,  ma non è nel mio stile!


A nord Porto, di origine preromana con i suoi 12 ponti che attraversano il fiume Douro: il suo centro storico è stato dichiarato dall'Unesco, patrimonio dell'Umanità. Nelle sue vicinanze ci sono spiagge bellissime come Matosinhos, Vila Nova de Gaia o Vila do Conde; poi c'è Braga ricca di edifici religiosi: 35 chiese, compresa la  sua splendida cattedrale.




al
centro Coimbra, la più importante città universitaria del paese, piena di vicoli e strette stradine, scalinate ed archi medioevali e all'estremo sud la cittadina romantica di Lagos ed ancora ... Faro, antico villaggio di pescatori in seguito divenuto un importante porto, ora una delle maggiori attrazioni turistiche balneari.


 


Mi concederei il privilegio di dormire in una delle tante "pousadas" presenti  sul territorio portoghese: si tratta di splendidi alberghi ricavati da palazzi, conventi, nobili fattorie, situati  soprattutto nei caratteristici borghi medioevali o in zone dove la natura fa da contorno.



Nel  Nord del paese, quasi sconosciuto al turismo di massa, non mi perderei il  Parco nazionale di Peneda-Gerês, il primo parco portoghese istituito nel 1971: 72.000 ettari  di lussureggiante vegetazione  arborea ed una ricca fauna selvatica che costituisce un'impressionante e rara bellezza di paesaggi. In questa regione il clima è mite e c'è la possibilità di praticare differenti attività sportive nel bacino artificiale di Caniçada, passeggiare per i numerosi sentieri esistenti e visitare i borghi caratteristici, Soajo e Lindoso, dove è possibile ammirare sparpagliati ovunque gli antichi espigueiros. Sono depositi di grano che sorgono adiacenti alle abitazioni, costruiti con pietra o legno: presentano delle sottili fenditure per far passare l'aria impedendone, al contempo, l'accesso ad uccelli e roditori. Poggiati non sul terreno, ma sorretti da robuste colonne di granito, quasi a volerne sottolineare un carattere di sacralità.

E poi c'è il mare ...


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Venezuela: Canaima National Park e la cascata più alta del mondo con il Salto dell' Angelo!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Mercoledì, 24 giugno 2009 • Commenti 1 • Categoria: Venezuela



Vorrei sapere da voi
... ma esiste un posto, in questo nostro pianeta, che non sia bello?
Ogni luogo ha quelle caratteristiche e/o pecularietà che lo rende unico e speciale ai nostri occhi. Ci vorrebbe molto tempo e un bel pò di denaro per girarlo tutto il  nostro mondo, fortunato chi ha avuto ed ha questa splendida opportunità! A volte un'intera vita non basta, peccato! Perchè poi ci sarebbe anche il resto dell'Universo da perlustrare, vabbeh, dai, magari se rinasciamo una seconda volta ...




Siamo in Venezuela ... nel Canaima National Park, un'area di 30.000km²! E' il parco nazionale più grande al mondo (supera anche il Belgio per estensione!) e si allunga  fino a raggiungere la frontiera del Brasile e della Guyana

Ciò che lo rende veramente unico è la presenza di formazioni rocciose chiamate tepuyes, le più antiche di tutto il pianeta (età che oscilla tra i 2000 ed i 3000 milioni di anni). Si tratta, di regola, di pareti verticali e cime piatte; le loro sommità sono habitat fecondo per numerose specie di vegetazione  endemica, alcune delle quali anche carnivore! Per non parlare poi della popolosa fauna!



Ma non finisce mica qui ...
Nel Parco più grande del mondo, con le rocce più antiche del mondo, cosa poteva "non" mancare?




>>Continua a leggere "Venezuela: Canaima National Park e la cascata più alta del mondo con il Salto dell' Angelo!"

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