Viaggiare: lo spazio di una vacanza

L'Irlanda del Nord, bellezza naturale senza confini: il Selciato del Gigante ed il Ponte di Corda.

Scritto da Francesca Romana Alegi • Giovedì, 8 novembre 2012 • Commenti 0 • Categoria: Irlanda del Nord

Oggi vi accompagno, volentieri, dove il cielo limpido è uguale in ogni sua parte e dove la bellezza naturale non ha nessun confine ...l'Irlanda del Nord !


Splendide coste e scogliere, frizzante vitalità nelle città, tranquillità dei laghi: la natura prorompente e selvaggia non si cura di un confine, creato dall’uomo, che ha portato sanguinose lotte in un angolo di paradiso, come se il vento riuscisse a spazzare via tutte le complicazioni degli uomini

Qui cambia tutto dal punto di vista politico-amministrativo, religioso, sociale, ma dal punto di vista naturalistico c’è la continuità di incantevoli ed infiniti paesaggi. Da una parte la repubblica, i cattolici, l’euro, dall’altra la monarchia, i protestanti, la sterlina. 

Questa zona, così antica e isolata, è un intreccio di mare e cielo, alte scogliere, insenature, coste frastagliate, verdi pascoli e lunghe, fragorose onde spumeggianti. Tuffandosi nel paesaggio, si perde la cognizione del tempo e la forza primordiale della natura ci fa sentire piccoli e inerti.


Poi se voliamo nella contea di Antrim, si può ammirare una delle più affascinanti formazioni rocciose che la natura abbia mai regalato all’uomo: Il Selciato del gigante o Giant's Causeway...

Scoperto nel 1693 da Sir Richard Bulkeley (membro della Trinity College di Dublino) da quel momento, fu oggetto di accesi dibattiti sull'origine della sua formazione, fino a quando Nicolas Desmarest, un geografo francese membro dell’Accademia delle Scienze di Parigi, azzardò l’ipotesi che la sua formazione fosse dovuta ad un'eruzione vulcanica. Alla fine del XVIII° secolo, altri scienziati la confermarono, mettendo fine all'alone di mistero che da secoli circondava quel luogo leggendario.

Il Selciato del Gigante sembra un capolavoro creato da artigiani di un lontano passato ed, invece, si tratta solo di un'incredibile e magnifica opera della natura ...
Il sito, una delle principali attrazione naturali dell’ Irlanda del Nord, è stato inserito nel 1986, nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO e nel 1987 è diventato riserva naturale, un vero paradiso protetto per  piante e uccelli marini che trovano nelle fessure delle rocce un habitat ideale per vivere e prosperare.



>>Continua a leggere "L'Irlanda del Nord, bellezza naturale senza confini: il Selciato del Gigante ed il Ponte di Corda."

5972 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Jiuzhaigou, il Paradiso in Terra dei cinesi ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 6 novembre 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cina


Oggi ci catapultiamo nel Paradiso in Terra, così la chiamano i cinesi … la Valle del Jiuzhaigou!

Si estende su una superficie di 240 km quadrati, ospita nella sua area 9 villaggi tibetani, di cui oggi rimane ben poco, ed ecco perchè si traduce, letteralmente,  in Valle dei 9 villaggi.

Riserva naturale nell’ovest  della provincia del Sichuan, in Cina, inserita nel 1992 dall'UNESCO nella lista del Patrimonio Naturale Mondiale è una delle vallate più belle e note al Mondo, con i suoi impatti scenici, i suoi colori, il numero di cascate e laghi multicolori  che spesso diventano persino di ghiaccio e che creano effetti panoramici mozzafiato!

Azalee, foglie d'acero ed erbe di varie specie incorniciano tutti gli stagni, grandi e piccoli. Nella valle si raccolgono le acque provenienti da 3 diverse gole, che poi vanno a confluire nel sistema fluviale dello Yangtze. Oltre 140 specie di uccelli e 4.000 specie di piante fanno parte dell'entourage di Jiuzhaigou.

I LAGHI
L’anima di Jiuzhaigou sono i 100 laghi multicolori  di alta montagna che i  tibetani locali chiamano Haizi, figli del mare!
Dal momento  che tutta la zona è caratterizzata da una morfologia di tipo carsico, le acque dei laghi sono ricche di particelle di calcio, magnesio e acido carbonico, che riflettono fortemente i raggi azzurri e verdi, per cui, in aggiunta alle più di 200 specie di alghe variopinte, i colori dell'acqua diventano estremamente vari.

L'acqua degli Haizi è trasparente, per cui si possono vedere chiaramente i ciottoli, le piante acquatiche ed i rami secchi sul fondo, inoltre ha colori mutevoli, presentandosi in certi punti blu come un turchese ed in altri verde come la giada, separati da brillanti strisce gialle.
Ad esempio, il maggiore lago di Jiuzhaigou,  il Lago Lungo, da vicino pare verde smeraldo e trasparente, e da lontano azzurro e calmo, mentre i monti verdi delle rive si riflettono sulla superficie, creando un quadro meraviglioso.



>>Continua a leggere "Jiuzhaigou, il Paradiso in Terra dei cinesi ..."

3514 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

L'altra Spagna, nell'accattivante Euskadi: Biscaglia, contrasti formidabili di paesaggi e ... Mundaka, non solo il paradiso del surf!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Domenica, 24 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Spagna

Mundaka potrebbe essere un buon punto di partenza e di sosta per visitare  Euskadi e la Biscaglia, delle tre province basche, quella che presenta una maggiore densità di popolazione...

Una terra dai tanti e formidabili contrasti, questa è la Biscaglia: le montagne arrivano fino al mare, creando così una costa scoscesa che si addolcisce solo con alcune spiagge ed alle foci dei fiumi dal percorso breve.

Sembra  impossibile che, nello stesso territorio, passando da una valle all'altra, si possa accedere dalle aree industriali, alle orgogliose cittadine signorili sviluppatesi in fretta e furia, ai parchi naturali !


Mundaka, cuore della Riserva della Biosfera di Urdaibai (Biscaglia-Euskadi)

È impressionante il ponte mobile da trasbordo che dal 1893 unisce la località residenziale di Getxo a quella industriale di Portugalete sul fiume Nervìon. È spettacolare la sagoma del monte Anboto i cui 1.296 metri di altezza sono avvolti, da sempre, nella leggenda. Sono intensi i colori degli alberi dipinti del bosco di Oma e la lucentezza metallica del Museo Guggenheim  a Bilbao!

Nell'altanelante passaggio da un punto all'altro di questa policromatica provincia basca spiccano Bilbao, Gernika-Lumo, ed Urdaibai, dichiarata Riserva della Biosfera dall'UNESCO nel 1984 ... e di cui Mundaka  ne è il cuore

Bilbao, capitale della Biscaglia: più fiorente che mai dopo il cossiddetto "effetto Guggenheim".

Fulcro dell'accelerazione dello sviluppo industriale, concentrato qui e sulla riva sinistra del fiume Nervìon, nonché nei grandi centri abitati della provincia,  basato sul settore siderurgico e minerario. Il  ferro è il minerale-simbolo dei Paesi Baschi ...

Il rapido sviluppo della città  si è realizzato anche grazie alle buone comunicazioni ed alla vocazione marittima della zona. Fin dal Medioevo, infatti,  il porto di Bilbao è stata la porta di accesso all'Europa per i territori della Castiglia!

Gernika-Lumo, città simbolo delle tradizionali libertà del popolo basco: qui avevano luogo le riunioni dell'Assemblea di Biscaglia, che si riuniva sotto una quercia, la Gernikako Arbola.

La città è tristemente nota per essere stata teatro del primo bombardamento aereo a tappeto nella storia, messo in atto dalla Luftwaffe (Legione Condor) il 26 aprile 1937, con il supporto della Aviazione Legionaria Fascista, durante la guerra civile spagnola.

L'Assemblea Basca e il Gernikako Arbola sopravvissero miracolosamente alla totale devastazione della città e Picasso racchiuse il tragico momento in una famosa sua opera: Guernica!


Riserva della Biosfera di Urdaibai: Bermeo è una delle maggiori attrattive della costa di Biscaglia e da cui si susseguono scogliere inaccessibili, vaste spiagge e pittoresche valli fluviali ...

Il tragitto verso l'insenatura di Mundaka, al centro di Urdaibai, lascerà il visitatore senza fiato! Qui si concentrano innumerevoli luoghi di interesse naturalistico e storico. 

Da non perdere a Kortezubi le quasi 50 pitture rupestri lasciate dall'uomo magdaleniano, raffiguranti animali nelle grotte di Santimamine o l'escursione al bosco di Oma, dove l'artista Ibarrola ha dipinto, di colori vivaci, centinaia di tronchi di pini!



Bosco di Oma - Kortezubi


E per quanto riguarda le competizioni mondiali di surf ... magari rimando l'approfondimento agli amici di 100sports ... anche se, un accenno al fenomeno del surf a Mundaka ve lo voglio dare...  :-)


Fat Mundaka from SURF SESSION TV on Vimeo.


>>Continua a leggere "L'altra Spagna, nell'accattivante Euskadi: Biscaglia, contrasti formidabili di paesaggi e ... Mundaka, non solo il paradiso del surf!"

12841 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Zante o Zacinto ... il "Fiore di Levante" della Grecia!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Domenica, 1 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Grecia

Navagio

Eccola qui Zante, meglio nota con il nome Zacinto, era così che veniva chiamata dai poeti del passato, tra cui  il nostro Ugo Foscolo! E' la terza isola greca, per grandezza, delle isole ionie (406 km²). Dista 9,5 miglia marine dalla costa del Peloponneso ed è situata a 300 km ad ovest di Atene.

Soprannominata Il "Fiore di Levante", l'isola presenta imponenti coste  rocciose e spiagge di sabbia dorata, una fitta e verde vegetazione ed il turista, nel sceglierla per la sua vacanza, può decidere  di partire da maggio fino alla fine di ottobre, perchè la stagione estiva a Zante è particolarmente lunga.

Le sue coste, nei mesi estivi, sono bagnate da acque caldissime e questo è stato motivo di attrazione da  parte delle simpaticissime tartarughe Caretta-Caretta che hanno scelto il loro luogo di riproduzione nel sud dell'isola, al pari della foca Monachus Monachus che si può incontrare nelle scoscese e rocciose coste occidentali. Tali eccelse presenze hanno suscitato l'interesse internazionale e, nel dicembre del 1999, è stato istituito il primo parco nazionale marino della Grecia

Come raggiungere l'isola

in aereo da Atene: con voli giornalieri della durata di 45 minuti e voli charter per tutto il periodo estivo da e per molte città europee, tra cui, ovviamente l'Italia. Esistono, inoltre voli che collegano Zante a Cefalonia (30 minuti), Corfù (2 ore) e Salonicco (3 ore e 10 minuti);

in nave dall'Italia: con compagnie di navigazione italiane e greche con partenza da Trieste, Venezia, Ancona, Bari e Brindisi che arrivano fino a Patrasso e Killini. Da Killini partono i traghetti per Zante (1 ora 1/2 di traversata). E' possibile raggiungere Zacinto anche da Cefalonia (distanza 1 ora). 

Da Zacinto, inoltre, c'è la possibilità di visitare numerosi isolotti disabitati: nel golfo di Laganas ci sono Pelouzo e Marathonissi, mentre 27 miglia nautiche a sud dell'isola troviamo le Strofadi (Arpia e Stamfani) e St. John (di fronte a Porto Vromi).  

Gli itinerari che vi porteranno alla scoperta di Zante sono numerosi : uno dei più suggestivi vi farà scoprire la Zante "selvaggia", quella a Nord-Est ... ossia ...




>>Continua a leggere "Zante o Zacinto ... il "Fiore di Levante" della Grecia! "

16359 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Nuova Guinea: Papua Occidentale e 12 anni di vita vissuta nella giungla ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 9 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Papua Occidentale

Oggi vi porto in Papua  Occidentale (in passato si chiamava Irian Jaya), nella  Nuova Guinea: è uno dei luoghi poco esplorati  del mondo, anzi, alcune località non presentano neanche una cartina topografica!

Qui la vita scorre a ritmi lenti e la natura risalta in tutta la sua bellezza: tra  i meravigliosi ed indimenticabili paesaggi spiccano la valle del Baliem, la Pianura dell'Altopiano (etnìa Dani), le giungle del sud, la regione di Asmat, ricca di reperti di arte primitiva ed ancora ...

I dipinti rupestri delle bellissime caverne vicino a Fak Fak, nella penisola della Testa di Uccello, i laghi vicino a Manokwari e Nabire, le barriere coralline vergini del Parco Nazionale di Cenderawasih, per non parlare dei tramonti mozzafiato della zona di Foida.

La Papua Occidentale è circondata da migliaia di piccole isole che vanno a formare la Melanesia. Sono chiamate anche "isole nere" perchè il  territorio è interamente coperto da cenere vulcanica. Si atterra  nella capitale Jayapura oppure a Biak, famosa per gli splendidi fondali corallini.

L’area, tanto vasta,  non è così facile da perlustrare … ci vogliono intraprendenza  ed una buona capacità organizzativa, oltre che ad un  bel pò di money ! Le vaccinazioni ed i visti, gli hotels e gli spostamenti economicamente cari! Alcuni territori, poi, sono addirittura pericolosi per i turisti. C'è, infatti, il rischio di essere rapiti dal Free Papua Movement, (Movimento per la liberazione di Papua) nato nel 1964, al fine di contrastare l'Indonesia, contraria all'indipendenza di Papua!  

Lo scenario è questo ...e la storia che vi voglio raccontare,  l'ho scoperta solo recentemente,  chissà se voi  lettori di 100viaggi ne avete sentito parlare! 

E' una storia sempre attuale, difficile da collocare nel tempo e nello spazio, potrebbe essere stata una delle tante trame di un film ... a me ha fatto riflettere profondamente. Del resto ritornare da una vacanza speciale, lascia un retrogusto amaro in bocca o  ...nel cuore! Sono immagini indelebili che risaltano esponenzialmente quando ci troviamo "ricatapultati" nella nostra  quotidiana realtà, a volte stretta, per lo più tanto stressante e che ci genera una sorta di insofferenza cronica: la spasmodica velocità nel vivere ci fa perdere (o dimenticare) il gusto di assaporare quello che la vita in sè ci offre.

Per cui che sia Mal D'Africa, Saudade do Brasil o Mal de Patagonia non cambia l'essenza di un'esperienza di viaggio stampata nei nostri cuori. Se il nostro viaggio è stato, o sarà breve, al ritorno saremo più velocemente fagocitati dalla vita di ogni giorno ed i ricordi indelebili se ne andranno in letargo in un cantuccio del nostro subconscio!



Ma per chi, invece, questa esperienza di viaggio l'ha vissuta per un lungo tempo, allora è diverso! E' la storia  di Sabine Kuegler, nata in Nepal nel 1972. Alla tenera età di 5 anni si trasferisce nella  giungla della Papua Occidentale … in un'intervista dichiara ...

«Sono nata in Nepal in un sobborgo di Katmandu dove i miei genitori si erano trasferiti come linguisti e cooperanti in progetti di sviluppo, quando venne offerta loro la possibilità di seguire un nuovo progetto: entrare in contatto con un popolo conosciuto fino a quel momento solo attraverso racconti e leggende, i Fayu della Papua Occidentale. Mio padre partì per primo per avvicinarli. Solo dopo diversi mesi lo raggiungemmo con la mamma e i miei due fratelli, io avevo cinque anni. Ricordo ancora quel momento. Già la vista della più grande foresta pluviale del mondo era qualcosa di elettrizzante. E poi abbiamo incontrato il papà che, barba e capelli inselvatichiti ci stava aspettando in una radura. Lo seguimmo e ci portò in quella che sarebbe stata la nostra casa: una capanna che aveva costruito in territorio neutrale tra le quattro tribù Fayu che, essendo acerrime nemiche, si facevano guerra in continuazione.»

La piccola Sabine vivendo nella giungla dai 5 ai 17 anni, apprende gradualmente la cultura, gli usi e le tradizioni dei Fayu, diventandone membro a tutti gli effetti.  Nella foresta tropicale mangia vermi, uccelli e pipistrelli; convive con ratti, serpenti velenosi e ragni, dorme accanto ai defunti ... in quanto non era uso nella tribù, a quel tempo, seppellire i morti! Il tempo passa, scorrono gli anni … fino a quando Sabine, adolescente,  a seguito della morte di uno dei suoi grandi amici Fayu, decide di allontanarsi dalla giungla.

Dopo aver studiato in Svizzera si trasferisce in Germania: l’impatto con il mondo civilizzato,  a lei totalmente estraneo, è a dir poco devastante, queste  le sue parole: “vivere nella foresta a volte era fisicamente impossibile, ma molto semplice da un punto di vista psicologico. Al contrario, in Occidente, la velocità dell’esistenza può portare alla distruzione dell’anima”.



>>Continua a leggere "Nuova Guinea: Papua Occidentale e 12 anni di vita vissuta nella giungla ... "

14274 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Porto Rico: El Yunque ed il Parco delle Grotte di Rìo Camuy ... a testimonianza che le isole caraibiche non sono solo splendide spiagge!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Mercoledì, 3 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Porto Rico

E' soprannominata la Isla del Incanto, ed è situata nelle Antille dei tanto gettonati Caraibi. E' meta turistica  statunitense per eccellenza, tant'è vero che molti dei suoi abitanti, di maggioranza bianca, la vorrebbero annessa agli Usa. E' Porto Rico, con la sua candida sabbia e le sue spiagge mozzafiato! 


San Juan

Ma, a testimonianza che le isole caraibiche non sono solo spiagge dorate e palme sotto cui refrigerarsi  dissetandosi con una fredda bevanda locale, vi propongo due imperdibili escursioni portoricane ...  El Yunque e le Grotte di Rìo Camuy! Dai ... seguitemi ...!


El Yunque

La montagna El Yunque fa parte della catena di Luquillo e prende il suo nome dalla foresta circostante,  riserva naturale (11.200 ettari di estensione!), anche chiamata Foresta Nazionale dei Caraibi. Le autorità turistiche sono orgogliose di promuovere la riserva come l'unica foresta tropicale nel sistema di parchi nazionali degli Stati Uniti.

I taínos credevano che il dio della felicità vivesse su El Yunque e questo può spiegare perché le escursioni attraverso la foresta pluviale fino a questa montagna di 1065 m danno ai viaggiatori una sensazione di benessere, realizzazione personale, muscoli dolenti e calli ai piedi. Nella riserva ci sono più di 400 specie di alberi e felci sviluppate in grande quantità e dimensione. Le nuvole, spinte regolarmente dai venti atlantici, infatti, scaricano enormi quantità di pioggia sulla catena di Luquillo, creando condizioni simili a quelle che si verificano all'interno di una serra.

Sono 13 i percorsi escursionistici tra cui scegliere ... si passa da facili passeggiate di 15 minuti lungo sentieri battuti, fino alla scalata del Yunque. Una volta in cima al monte forse non vedrete il dio dei Taínos, ma se il cielo è limpido riuscirete a scorgere le Isole Vergini!

Se andrete a spasso nella foresta sentirete il canto della rana coquì (emblema nazionale di Portorico), vedrete orchidee in miniatura, potrete fare il bagno nelle cascate e forse riuscirete ad avvistare il raro pappagallo portoricano. El Yunque si trova a meno di un'ora di macchina da San Juan (capitale dell'Isola) e la strada conduce fino all'ingresso della riserva. La Luquillo beach, poco lontana dalla svolta per El Yunque, è una spiaggia piuttosto famosa. L'acqua è bassa e piatta, ideale per i bambini e, anche se la serie di bancarelle che vendono cibarie e souvenirs non la rendono ideale per isolarsi dal resto del mondo, la distesa di sabbia di Luquillo resta pur sempre un luogo pittoresco, adatto per i picnic e per farsi una nuotata.




>>Continua a leggere "Porto Rico: El Yunque ed il Parco delle Grotte di Rìo Camuy ... a testimonianza che le isole caraibiche non sono solo splendide spiagge! "

10979 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Sudafrica: alla ricerca dei Big Five con la Caccia "verde"...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 2 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Sud Africa

Ci troviamo, nuovamente, nel meraviglioso scenario sudafricano e questa volta vi vorrei  proporre una vacanza all'insegna della "Caccia Verde".

"Cacciatori ed ecologisti si sono comportati finora come cani e gatti, ma alla fine hanno trovato un punto d’incontro. La caccia “verde” realizza la sinergia tra lo sport della caccia e i limiti imposti dalla protezione ambientale: si può sparare alla fauna selvatica contribuendo alla ricerca e alla gestione della stessa.

Proposta dal dr. Paul Bartels, direttore del Centro per la Protezione della Fauna selvatica come risorsa biologica, che fa parte dell’Ente Giardini zoologici nazionali, la caccia verde richiede capacità e precisione molto maggiori di quelle necessarie quando si spara con un fucile. Nel caso delle freccette, non solo occorre tirare sull’animale  a distanza ravvicinata ma una volta colpito questo può diventare imprevedibile, imbizzarrendosi o caricando. 

Tuttavia, il senso dell’avventura implicito nella caccia verde la rende sempre più popolare presso i cacciatori tradizionali.

Codice etico

Gli animali da colpire con freccette vengono selezionati per specifici scopi scientifici o per ricerche, mai per ragioni commerciali. Le ragioni possono essere: lo spostamento di animali in un nuovo ambiente; l’inserimento di elementi identificativi all’orecchio o di microchip; raccolta di campioni di sangue e tessuti, posa di collari con radio per monitorare i movimenti dell’animale;e operazioni chirurgiche o trattamento di ferite.

Gli animali più frequentemente analizzati e quindi colpiti con freccette sono i cosiddetti "Big Five" rinoceronti bianchi ma anche leoni, leopardi, bufali ed elefanti sono regolarmente “cacciati”. Per il momento, dalla “caccia verde” sono esclusi i rinoceronti neri.


Chi può cacciare?

La maggior parte dei cacciatori “verdi” sono i cacciatori professionali che vedono in questa operazione un modo per rendersi utili alla causa della protezione della fauna. La caccia verde può essere aperta anche a clienti individuali o a gruppi, sempre a determinate condizioni.


Caccia individuale

Nella caccia individuale, chi tira materialmente è il cliente, sotto la supervisione di un cacciatore professionale e di un veterinario; la caccia viene organizzata su prenotazione e iscrizione presso un ente autorizzato. L’organizzatore deve acquisire i diritti di tiro sull’animale prima di poterne disporre commercialmente e deve mantenere sul posto professionisti esperti, in grado di condurre la caccia. Talvolta è richiesta la presenza di un pilota di elicottero. Infine, il cliente cacciatore deve essere stato addestrato in precedenza nella pratica del tiro col fucile a freccette e informato su tutti gli aspetti della caccia verde, perchè la sicurezza dell’uomo e dell’animale vengono prima di ogni altra considerazione.



>>Continua a leggere "Sudafrica: alla ricerca dei Big Five con la Caccia "verde"..."

11697 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Australia - Brezza d’autunno alla Canberra Balloon Fiesta

Scritto da LDN - 100viaggi • Sabato, 23 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Australia

 

Canberra Balloons Festival - dal 6 al 14 marzo 2010
Ricordiamo che in Australia le stagioni sono al rovescio rispetto alle nostre. E' per questo che - mentre noi andiamo verso la primavera, il continente australiano si dirige verso le stagioni fredde. L'autunno australiano è particolarmente affascinante, ma il suo arrivo viene annunciato non solo con i colori sgargianti degli alberi caducifogli del luogo ma anche da un festival molto particolare a Canberra.

 

Camberra è una fiorente città moderna, con eleganti ristoranti, bar trendy, shopping d’alta classe e un calendario interrotto di eventi e festival, situata nell’estremità settentrionale del Territorio della Capitale.
Uno di questi eventi è l’ormai leggendario Canberra Balloon Festival. Per nove fresche mattine di marzo un colorato esercito di mongolfiere si innalza in cielo dal prato dell’Old Parliament House.

Si potrà ammirare questo magico volo in compagnia di migliaia di altri spettatori dallo spirito mattutino oppure salire direttamente a bordo di una mongolfiera.
In entrambi i casi è un ottimo inizio di giornata a Canberra, soprattutto se allo spettacolo aggiungerete una colazione calda e intrattenimento dal vivo.
Al termine di ogni singola manifestazione giornaliera, si potrà proseguire a visitate i musei nazionali di Canberra, le sue gallerie, le aziende vinicole e i parchi che si tingono in autunno di toni castani-dorati.


Piloti ed equipaggi di mongolfiera provenienti da tutto il mondo raggiungono Canberra per questo evento annuale che riesce a tirar giù dal letto anche i più dormiglioni.
L'orario di inizio è previsto per le 6:30 così da non perdere la surreale sfilata di mongolfiere nel cielo.

Negli anni passati hanno partecipato all’evento mongolfiere dalle più insolite forme, come una casa, un kookaburra, una rana gigante, una coppia di api danzanti e un ritratto di Vincent Van Gogh.

È un evento davvero speciale che permette di vedere una moltitudine colorata di mongolfiere librarsi nei tersi cieli autunnali, riflettendosi nel laghetto di Old Parliament House.


>>Continua a leggere "Australia - Brezza d’autunno alla Canberra Balloon Fiesta"

8775 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Lençois Maranhenses - Brasile

Scritto da LDN - 100viaggi • Giovedì, 17 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Brasile

Sembra incredibile come, in un paese tropicale come il Brasile e famoso per le sue belle spiagge e foreste, si possa trovare un deserto dalla fattezze incredibili.

Si trova vicino al litorale dello Stato di Maranhão: il suo nome è Lençóis Maranhenses, il deserto brasiliano.
Le sue peculiarità e specificità lo rendono assolutamente unico e diverso.

Fra le vaste dune di sabbia, le lagune assumono colorazioni che partono dal verde smeraldo per declinare verso l'azzurro, formando la vera visione.
Questo spettacolo della natura è reso possibile grazie alle piogge che cadono sulla regione nel primo semestre dell'anno e che alimentano le lagune del vasto deserto dei Lençóis, che si stende per un'area pari al comune di San Paolo.

Gli abitanti del parco vivono della pesca nel periodo di piogge.
Durante la siccità, parte della popolazione emigra verso le regioni limitrofe per lavorare in campagna.
Per proteggere questi 155 mila ettari che riguardano un ecosistema così particolare, è stato creato, nel 1981, il Parco Nazionale dei Lençóis Maranhenses.


>>Continua a leggere "Lençois Maranhenses - Brasile"

10900 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Il Sudafrica: 10 aree da perlustrare nel Northern Cape ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 27 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Sud Africa



Siete alla ricerca di nuove ed eccitanti esperienze di vacanza? Sognate un viaggio d’avventura nella natura incontaminata, o siete piuttosto il tipo di esploratore culturale che ricerca  emozioni musicali o culinarie? Il Sudafrica  allora è  la vostra meta, il luogo dove tutto è possibile...

Perciò non cambiate il vostro sogno di una vacanza fuori dell’ordinario ma piuttosto cambiate la meta del vostro viaggio. Rimarrete comunque attoniti di fronte a paesaggi, soprattutto sulla costa, che richiamano molto i paesaggi del Nord Europa ...

E se avete in programma una visita al Northern Cape ... ecco, qui di seguito, una lista di 10 parchi e/o riserve naturali che incarnano il lato più selvaggio della natura sudafricana, a contatto con la fauna selvatica!


Parco trasfrontaliero Kgalagadi

Questo megaparco, si trova a cavallo tra il Sudafrica e il Botswana: è la prima riserva faunistica e naturale transfrontaliera dell’Africa. Con un’area di 36.000 kmq, ospita leoni dalla criniera nera, leopardi, ghepardi, antilopi e più di 280 specie di uccelli.


http://www.sanparks.org/parks/kgalagadi/



Parco nazionale Ais Ais/Richtersveld

Il deserto montagnoso del parco, unico nel suo genere, ospita, in un ambiente di squisiti paesaggi lunari, l’antilope capriolo grigia, il cefalofo, il raficero, il cudù, la zebra di montagna, il babbuino, il leopardo.


http://www.sanparks.org/parks/richtersveld/



Parco nazionale delle cascate Augrabies

Conosciuto come il “luogo del grande rumore”, il Parco nazionale delle cascate Augrabies è un santuario faunistico di 280 kmq, famoso per la grande varietà di specie protette tra le quali il rinoceronte nero a rischio di estinzione.


http://www.sanparks.org/parks/augrabies/




Parco nazionale Namaqua

L’intera regione del Namaqua, fondamentale per la conservazione della biodiversità, ospita una ricchissima fauna. Vi si trovano leopardi, antilopi, babbuini e moltissime specie di uccelli.


http://www.sanparks.org/parks/namaqua/



Parco nazionale Vaalbos

Questo Parco, situato lungo il fiume Vaal, è rinomato per la presenza di una ricca fauna selvatica che include il rinoceronte, il bufalo, l’antilope alcina, l’alcelafo rosso e il tsessebe.


http://www.sanparks.org




Riserva naturale Witsand

Una destinazione naturalistica davvero notevole! Un vero e proprio  paradiso degli uccelli: tra questi spiccano lo pterocle o ganga delle sabbie del Namaqua, il socievole tessitore e il falco pigmeo.


http://www.witsandkalahari.co.za/





Riserva Tswalu Kalahari

Ospita 70 specie di mammiferi, incluso il leone, il ghepardo, il rinoceronte nero del deserto, l’antilope nera e l’antilope equina. Vi si trovano inoltre più di 200 specie di uccelli.


http://www.tswalu.com/



>>Continua a leggere "Il Sudafrica: 10 aree da perlustrare nel Northern Cape ..."

8919 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

La Elephant Coast nel KwaZulu-Natal

Scritto da LDN - 100viaggi • Martedì, 20 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Sud Africa

La Elephant Coast nel KwaZulu-Natal sudafricano è una destinazione ecoturistica in ogni senso della parola.
E’ ben nota per i suoi sforzi nel campo della conservazione delle zone umide e della fauna selvatica, punti di forza del turismo della Elephant Coast.


Le attività più popolari della Elephant Coast sono volte al rispetto dell’ecologia: tra queste, l’osservazione dei Big Five, escursioni e passeggiate nella natura, immersioni subacquee e ricerca delle tartarughe marine.

La Elephant Coast del KwaZulu-Natal ospita due tra le maggiori istituzioni sudafricane di protezione dell’ambiente: il Parco iSimangaliso Wetland e il Parco Hluhluwe-Imfolozi.

Il Parco iSimangaliso si estende per 220 km dal capo St Lucia al confine mozambicano ed è un sito Patrimonio dell’Umanità.
E’ dominato dal lago St Lucia e dall’estuario St Lucia, con la sua intricata rete di laghi costieri, dune, foreste subtropicali, acquitrini e ambienti umidi che costituiscono un porto sicuro per la fauna e la flora locali.


>>Continua a leggere "La Elephant Coast nel KwaZulu-Natal"

6229 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Kosterhavet - Svezia - il più ricco parco nazionale marino

Scritto da LDN - 100viaggi • Lunedì, 19 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Svezia

Il 9 settembre è stato inaugurato il primo parco nazionale marino svedese: Kosterhavet.

Due ore a nord di Göteborg intorno alle due isole Koster si trova l’area marina più ricca della Svezia in termini di biodiversità.

Il nuovo Parco marino di Kosterhavet in Svezia

Kosterhavet è il 29.mo parco nazionale svedese e copre un’area di circa 400 kmq, 390 dei quali si trovano sotto la superficie dell’acqua.

Il fiordo di Koster-Väderö si estende in un’area caratterizzata da un’estrema ricchezza di flora e fauna marine: ospita infatti più di 300 diverse specie animali e vegetali che non si trovano da nessun’altra parte del Paese, tra cui persino alcune barriere di corallo d’altura, appartenente alla specie Lophelia Pertusa, oltre ad alcuni brachiopodi e spugne (Poriferi).


>>Continua a leggere "Kosterhavet - Svezia - il più ricco parco nazionale marino"

7453 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!