Viaggiare: lo spazio di una vacanza

Lo Swaziland: Myxos e la sua cultura Swazi ...

Scritto da Francesca Romana Alegi • Mercoledì, 14 ottobre 2009 • Categoria: Swaziland





C'era una volta un re, con le sue 13 mogli, che viveva in una piccola nazione dell'estremo sud dell'Africa ... circondato da uno spropositato lusso ... e da una delle più alte percentuali di morti per una tremenda piaga, quella dell'Aids!

Non si tratta di una favola di altri tempi e neppure di una favola dei nostri giorni ...ma è una triste realtà! Il re in questione si chiama Mswati III ed è l'ultimo sovrano assoluto rimasto nell'intero continente africano.

Siamo in  Swaziland, tra il Sudafrica ad ovest ed il Mozambico ad est. Nonostante sia privo di sbocchi al mare presenta una distesa di indimenticabili e sperduti paesaggi.

Si passa  così da profonde valli ricoperte da foreste ad un'area collinare fino ad arrivare al confine con il Mozambico dove gli occhi si perdono ad osservare una zona piana, in gran parte ricoperta da savana e piantagioni.



E' in questo contesto, pieno di contraddizioni, nella meravigliosa cornice di una natura ancora tutta da scoprire, che si colloca la mia preziosa esperienza di viaggio, in un paese poco conosciuto dal turismo italiano...


Prima del 2003, anno del mio viaggio in Sudafrica, neanche sapevo dell'esistenza dello Swaziland! Eppure, mentre preparavo l'itinerario per accompagnare il mio  gruppo, leggendo sulla Lonely Planet, ho scoperto il  sito internet di Myxos.

E' dal 1997 che questo ragazzo  decide di creare un ostello e di puntare, attraverso il turismo, alla valorizzazione della cultura swazi, cercando di dare un concreto aiuto alla comunità, attraverso le visite nei villaggi.

La sua attività, allora in pieno sviluppo, mi ha colpito a tal punto che ho voluto portare il mio gruppo a Manzini, per cercare di entrare in contatto con una realtà così poco conosciuta.

Il suo semplice ostello non è di certo creato per il turista "esigente": Myxos ti accoglie nella sua casa in un clima simpaticamente familiare, tanto che è facile incontrare qui turisti provenienti da differenti paesi.

Il suo è un backpaker, punto di sosta, per poi raggiungere la comunità agricola (4.000 ettari di terreno) di Kaphunga a 55 km da Manzini. Tutto ciò che viene prodotto in quest'area serve per la sussistenza della comunità, il rimanente viene venduto al mercato nazionale. 

Nel 2003 quando ci sono stata io ancora non c'era la possibilità di dormire direttamente nel villaggio, ma da allora le cose sono molto cambiate...

Da destra Io, Myxos ed Eva in visita al villaggio swazi di Kaphunga




Su queste premesse l'esperienza che Myxos ti offre è unica ed imperdibile!


Se venite da queste parti, magari per fare un viaggio in Sudafrica, è preferibile rinunciare alla visita di uno dei numerosi parchi naturali  e soffermarsi, per almeno 2/3 giorni, nella zona di Kaphunga ed Endabeni, dove sono state costruite alcune capanne tradizionali per ospitare i turisti.

Myxos vi farà vivere davvero la vita quotidiana del villaggio! Non c'è luce elettrica né acqua corrente, non ci sono docce calde né altre comodità "per turisti". Le uniche concessioni sono la scorta di acqua in bottiglia e qualche salsiccia che Myxos e Ncobile cuoceranno sulla griglia. Si potrà così provare ad apprendere qualche parola o frase nella loro lingua, il Siswati, visitare la scuola, assistere alle danze tradizionali, partecipare alle cerimonie religiose, mangiare i loro piatti locali ed andare in giro per le aree circostanti in montain bike!




Parte dei proventi dell'attività turistica è devoluta a sostenere la scuola materna del villaggio, fondata da Myxos stesso, per dare un aiuto alle madri e ai bambini  dei villaggi circostanti. Tra l'altro, nelle scuole della zona viene  data un'attenta informazione agli scolari su come prevenire l'Aids.

Gli indirizzi per informazioni, prenotazioni, aiuti, sono i seguenti:


per l'ostello e per la visita a Kaphunga
:

Woza Nawe Hostel (Myxos' Place) wozanawe@realnet.co.sz  telefoni: prefisso internazionale 00268, poi 505 8363 oppure 528 3117 oppure 604 4102; indirizzo postale: P.O. Box 2455, Manzini, Swaziland, Southern Africa;


per l'asilo
:

http://www.matjanapreschool.org-a.googlepages.com/home
: riferimenti bancari e altro indirizzo email sul sito (e nelle newsletters on line) della scuola materna.


Sulla guida Lonely Planet- Sudafrica, Lesotho e Swaziland, pagg. 753-4.



Attraverso il Waza Nawe Responsible Culture Tour il messaggio di Myxos e di coloro che collaborano al progetto è il seguente:

"Cerchiamo di migliorare i nostri servizi al fine di raggiungere i migliori livelli e principi di turismo responsabile. Nell'operare riduciamo  al minimo il nostro intervento sull'ambiente, utilizzando parsimoniosamente l'acqua e riciclando la spazzatura, mantenendo sempre pulito il villaggio, nel rispetto della natura circostante. Traiamo benefici per il benessere dell'intera comunità promuovendola. Incoraggiamo la nostra gente a creare artigianato locale, utilizzando materiale naturale per poi rivenderlo al visitatore interessato".


Mi sento fortunata di avere vissuto questa esperienza sulla mia pelle! La cultura swazi è viva, colorata, dinamica! Vivendo nella micro realtà di un villaggio, per quanto si respirino i problemi legati  ad una situazione di estrema povertà, non si avverte l'insofferenza e la contraddizione di un paese messo a terra dagli stralussi di un re!

E comunque porterò sempre con me l'immagine del backpaker di Myxos:  la limpida luce del mattino che entrava dalla cucina mentre facevamo colazione in piedi...

e respirare, poi, quella pura aria africana!

Grazie amico per avermi fatto conoscere ed apprezzare la semplice realtà del tuo villaggio!

:-)

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  1. un altro stupendo articolo.
    Grazie Francesca
  2. Mi piacciono i tuoi articoli, le tue foto e le tue storie. E non sono di parte.
    ti voglio bene sorella
  3. A stunning shot of the beautiful sunset....

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